mercoledì, 04 aprile 2007, ore 11:02

LONDON 2007
ovvero:
Viaggio di [D]istruzione a Londra
25/31 marzo 2007
I, II e III B
con le professoresse Maria Teresa Carra e Stella Sorcinelli
(alla fine della gita “Mary-Terry” e “Stella”. Avevamo pensato a “Sorci”, ma per motivi che spiegheremo più tardi, i sorci è meglio non nominarli…)
 
 

1° giorno, 25 marzo 2007, ore 04.45
Sveglia!
Che suona un quarto d’ora in ritardo, e quindi sono già le 5… comunque.
Si passa a prendere Pier e si va a Chiva.

* ore 06.15
Siam partiti.

Simo ha già detto tre volte “che triste”, la cosa in realtà non è bella, proprio no.
Vabè.
Sto cercando di ricordare se ho tutto e se ho salutato tutti, ma credo che lascerò perdere e mi metterò un po’ giù a sentire i 30 Seconds To Mars. [
N.B. non fate caso alla sintassi e all’uso dei verbi in questa frase.]
 
* ore 08.15

Sosta-caffè a Courma!

C’è la neve. Incredibile. Questo vuol dire che non è un’invenzione dei mass-media ed esiste davvero. Fantastico!
=)
 
* ore 08.29

Passata la dogana e imboccato il Traforo del Monte Bianco, che, per un fortuito caso, è aperto…
=S
 
* ore 09.20

In Francia c’è il sole. E la neve ad alta quota. È proprio vera, la neve…
XD
No, comunque c’è il sole, un po’ coperto, ma c’è… meglio che un dito in un occhio, no?

* ore 11.00
Sosta-pipì, ma niente di rilevante, tranne che hanno messo su un film del ca**o… bah…
 
* ore 13.00

Dijon e pranzo.

Cose terribili, tra cui un distributore automatico di pizza (30 cm di diametro), Silvia che si slingua un orso polare di pietra (30 cm di lingua), un uomo in bici con carretto con cane dentro (tipo sidecar), piccioni obesi, collezione by Madonna di
H&M, un negozio di articoli per la cucina con delle cassette di ceramica con scritto “AGRUMI PREGIATI DI SICILIA”, tre tizi con dei post-it attaccati sulla fronte che pisciano fuori dai bagni pubblici… mah…
 
* ore 14.45

Visita per bene a Dijon: cattedrale di San Benigno (progettata da San Gugliemo da Volpiano!), cattedrale di Notre-Dame e di Saint-Michel.

Nella prima è notevole l’organo, nelle altre due le vetrate colorate.

Poi: un alano gigante, cioccolatini a forma di gufo (che li avrei pure presi a Mauro, ma il negozio era chiuso), fontana nella piazza del comune effetto Piazza Castello (con relativi Simo, Ermes e Fede che ci fanno lo slalom…) e un lapsus freudiano di Pier: saliamo sul pullman scambiandoci piacevolezze del tipo “non si insulta la gente, coglione!”, e lui se ne esce con “ti voglio bene,
STELLA!”. O_O potrei pure offendermi… >:-(
(Un’altra carina è stata questa:

Flò: “Lo sai che i francesi, quando passeggiano, non si tengono mai per mano?”

Nan: “Cavolo, è un casino, non riesci mai a capire che è fidanzato e chi no…”

Flò: “Ma poi dico: tu, francese, inventore del bacio alla francese…”

Nan: “Oh, non parlare di baci alla francese, potrei innamorarmi di un dijonese a caso!”
Silenzio.
Insieme, in coro, indicando un ignaro passante sull’altro lato del marciapiede: “
TU!”)
(E un’altra:

Flò: “Guarda quello che carino!”

Nan: “Ha la faccia troppo da francese…”)
 
* ore 17.20

Albergo! Io, Sil e Flò siamo alla 212.

Doccia e poi orgasmo, ovvero: Flò mi ha scrocchiato la schiena. Oddio.

Non credo di avere altre parole, solo: devo trovarmi un ragazzo che faccia il massaggiatore di professione.

Anche Silvia concorda, con un grugnito, mentre Flò la massaggia.
 
* ore 20.00

Cena composta da terrina di prosciutto in gelatina con troppo aglio, spezzatino con patate e torta al cioccolato.

Ho firmato una tregua con Ermes, tra l’altro. Vediamo quanto dura.
 
* ore 23.30

Nannina! Ma prima siamo state un po’ in corridoio a ca**eggiare con le prof.

La frase topica della Carra è stata: “la II B mi piace, perché parla come mangia!”
=D XDYEEE!!!
Poi abbiamo scoperto che Stella urla nel sonno e ha gli attacchi di panico… povera!

E bon, nient’altro.
 
2° giorno, 26 marzo 2007, ore 06.15

Levataccia alle sei meno un quarto, colazione e partenza per Calais.

In questo momento (07.12) stiamo discutendo del fatto che “Paolino” sia il nome o il cognome di Paperino (e Paola: “se incominciate a chiamarmi <<Paolina Paperina>> vi picchio…
XD)… discorsi di AUTE COUTOURE (che dubito si scriva così, perché più che “alta cultura”, mi sembra “alta cottura”, ma fa niente…)
 
* ore 10.15

Autogrill dalle parti di Reims.

Ci avviciniamo a Calais!!
=D EVVIVAAA!
 
* ore 14.10

Abbiamo perso il traghetto.
 
* ore 15.00

È utile perdere il traghetto: si finisce per fare amicizia con i vicini di pullman inglesi!!
XD
 
* ore 16.00

E siamo partiti, finalmente!
London, we’re coming!
Ora siamo sul ponte in alto, il mare è un olio e non c’è nemmeno tanto vento.

Che bello. E che nostalgia.

L’anno scorso eravamo verso sud, quest’anno alla conquista del nord!

Il prossimo anno ci tocca fare l’est o l’ovest. Noi propendiamo per l’est e la Spagna.
[P.S. Au revoir, France!]
 
* ore 16.30,
ORA INGLESE
Sbarcati!
E -ommioddio- le scogliere di Dover sono molto più che uno splendore!
Sembrano di madreperla… sono splendide!

…mi fa un effetto pazzesco stare a sinistra e vedere la gente che ti supera a destra…
ODDIOCHEBBELLO! <3
 
* ore 19.30
E dopo una mez
za eternità, abbiamo finalmente visto l’albergo.

Visto, non entrati dentro.

Visto da fuori, preso le chiavi e andati a mangiare, puzzolenti e assonnati, nella zona più chic di Londra.

Pub delizioso, cena ottima (zuppa di nonsiècapitoqualiverdureoltrelazucca, fish ‘n’ chips e profiterol alla panna
:-9) e poi passeggiata notturna sul Thames.
Allora.
Io credo che mi trasferirò a Londra.
È MAGNIFICA.
E St. Paul Chatedral, e il London Bridge, e la ruota panoramica, e il Big Ban, e… e tutto.

Magnifica, magnifica.
 
3° giorno, 27 marzo 2007, ore 01.30

Finalmente una doccia. Camere quanto meno discutibili (personalmente ho aperto la finestra e ho trovato una bottiglia di Bacardi e una di vodka [13 sterline e 98! Assurdo!] vuote sul davanzale. E vabbè.), ma in fondo non ci si può lamentare.

E poi nanna.
 
* ore 07.30

Ascensore avverso a parte, colazione al primo piano. Non molto all’inglese, in verità, ma amen.

Carola è riuscita a trovare un romano davvero carino. Comunque.

Ora partiamo, destinazione Hyde Park.
 
* later
Ho deciso che, se mai mi trasferirò a Londra, prenderò anche a fare jogging.
IO AMO HYDE PARK. PUNTO.
E ora Westminster.
 
* later
Che è chiusa.

Le prenotazione oggi non è valida, perché c’è una non ben definita manifestazione privata.

Sorvolando sul terrore che possa essere il matrimonio di Orlando Bloom, lasciamo perdere e tentiamo il cambio della guardia.
 
* later, before 1.00 p.m.
Uhm, se avessi visto qualcosa oltre alle teste potrei dire. Rosico.
>:-(

* ore 13.00

Pappa. Un buon panino a St. James.

Ora non si sa bene, in realtà.

Io sarei propensa per cercare Orlando Bloom e chiedergli di sposarmi, ma vedremo.

(Peraltro, ho deciso cosa dirgli, nel caso lo incontrassi. Occhioni luccicanti mode:
ON e poi: “Orlando… can you give me your segnature? And… just a little kiss? Pleeeease!”) XD
 
* ore 15.00
National Gallery.

“I Girasoli” e “Campo di grano con cipressi” di Van Gogh, “I coniugi Arnolfini” di Van Eyck, “Interior” e “Tempesta tropicale con tigre” di due artisti non meglio identificati e… “La Vergine delle rocce” e “La Madonna con Sant’Anna, San Giovannino e il Bambino”.
Oddio.
La Vergine non è bella: di più.

È fantastica, straordinaria, magnifica, strabiliante.
Così bella, che vedi proprio le pennellate, i grumi di colore… respiri il dipinto.
Oddio.

* ore 17.00

Albergo, doccetta, uscita per cena.

Ottima, tra l’altro (insalata con salsa tartara, arrosto con carotine, piselli e patate e un mega vol-au-vent vuoto, torta buonissima di chissàchè)…

Poi giro per Picadilly.
Che è MERAVIGLIOSA.
No, sul serio.

Sembra uno scorcio di Los Angeles, con questi megaschermi luminosi con la megapubblicità della Coca Cola… è bellissima!

A seguire, megascarpinata per cercare, lungo tutto il Thames, il pullman, beandoci di nuovo della Londra luminosa…

Ci manca solo Orlando Bloom per rendere tutto pressoché perfetto.
 
4° giorno, 28 marzo 2007, ore 01.47

Nanna, dopo aver sparato qualche marea di minchiate con Sil, Flò, Pier, Cri, Donato, Mattia, Ilaria e Filippo.

C’ho sonno.
 
* ore 09.00

Alla volta della Torre di Londra.

Chissà se è chiusa pure questa.
Vedremo…
 
* ore 13.00

Non era chiusa.

I gioielli della Corona sono fantastici, peccato solo per il tapis roulant che non ti lascia il tempo necessario per bearti davanti a tutto quel brilluccichìo *sigh*…

La Torre in sé non è nulla di, però è pieno di corvi…
=)
 
* ore 15.30

E finalmente siamo di fronte a Westminster!

Lunga e incantevole visione del Big Ban, con relativa sincronizzazione di orologi (non cambierò l’ora per molto tempo, per non perdere la precisione).

E poi l’abbazia.

Ragazzi… è bellissima. Gigantesca, ricchissima, decorata fin nell’angolo più lontano, dorata, alta, immensa. Ceri decori scultorei da perderci il fiato, certe statue sulle tombe che sembravano vive… bellissima, e nient’altro.

* ore 18.00
Oxford Street, dopo aver di nuovo perso la preside per strada (
GOD SAVE THE QUEEN AND KILL OUR HEADMISTRESS). Dopo una mezz’ora, con il permesso della Suprema Professoressa Carra, ho preso in consegna un gruppetto di persone e, cartina alla mano, siamo andati a Picadilly al Trocadero Center.

* ore 19.15
Ristorante italiano, signore e signori (pennette al sugo, petto di pollo ai ferri, millefoglie e UN CAFFÈ DECENTE, oltre ad una birra media), con spettacolo incorporato by Pier&Pietro, che ci hanno offerto del cabaret: imitazioni dei nostri cari professori, Carra e Sorcinelli comprese. La Carra sembrava impazzita: continuava a ridere e a dire: “Fai me, Pier, dai! Fai me!”. La preside rideva come un’invasata, e, all’imitazione della Demeglio (la stordita di storia dell’arte), stava quasi per collassare.
In più l’Italia ha vinto contro la Scozia. Che vuoi di più?
 
* ore 23.00

Pullman per l’albergo, cantando tutto il possibile immaginabile, un repertorio che è variato da “Bella ciao”, a “Il leone si è addormentato”, a, quando finalmente abbiamo passato il Tower Bridge, “Geordie”.

Amo il London Eye, l’ho già detto?

Credo di sì.

E aggiungo pure che il Big Ban è favoloso.

E adoro Picadilly Circus.
 
* ore 23.40 circa

Albergo, doccetta e… Nutella Party!
=D
Intorno all’una è arrivata Stella a chiederci il phon e ci ha consigliato di scendere nella hall, visto il casino che stavamo facendo.

Così tutti e 17 siamo andati giù.

Ad un certo punto sono arrivate Flò e Sara, dicendo: “Oh, in corridoio c’è un milanese che chiacchiera con due tedesche, e lui non capisce un ca**o di inglese!”.

Così questi tre sono scesi giù, e Sara ha dato spettacolo di se stessa, parlando tutta la sera.

(Comunque quelle due erano stordite, e una sembrava essere appena uscita dal museo delle cere.

Dai, scusate. Sara: “Do you know The Simpson?”
Le tedesche: “Yes…”
Sara: “What is your favourite character?”

Le tedesche: “I don’t know…”

Ok, riproviamo.

Sara: “Do you know Orlando Bloom?”

Le tedesche: “Yes…”

Sara [non ponendo una domanda, ma facendo un’affermazione]: “He is beautiful!”

Le tedesche: “No…”

Ok, abbiamo capito: siete matte. Bene. Lasciamo perdere)

Comunque, alla fine siamo andati a letto alle quattro e mezza, e la sveglia era alle…
 
5° giorno, 29 marzo 2007, ore 07.30

Ho evitato la colazione e ho fatto che scendere per prendere il pullman.

Stratford-Upon-Avon è un paesino delizioso. Miliardi di cigni, casette con l’edera, muri a righe bianche e nere… Abbiamo fatto tante patetiche foto nelle cabine telefoniche!

Poi abbiamo pappato con delle deliziose e tipiche “tasche” di sfoglia con i ripieni più disparati.

Dunque pullman e viaggio per Oxford.
 
* ore 15.00
Oxford.
Bella cittadina, molto gotica, molto animata.

Peccato solo che, quando ci hanno dato un’oretta libera, i negozi che vendevano le felpe della
OXFORD UNIVERSITY fossero già chiusi... (Voglio dire… erano le sei del pomeriggio. Va bene che mangiano presto, però che ca**o!).
Comunque.
Ho lasciato il cuore davanti a una maglietta con la stampa della copertina di Abbey Road…
:’-(
E ho preso il cappuccino da Starbucks!
 
* ore 20.00

Cena di nuovo italiana, ma di grado inferiore a quella di ieri.

Non è stata proprio “serata”, oggi…

Virginia e Silvia si sono trovate i topi in camera.

Fede e Ile hanno litigato per un non ben determinato motivo.

Carola e Sara han piantato un macello allucinante per un problema con Arianna.

Certa gente che dico io continua a comportarsi da primadonna.

Alla fine ci siamo messi nella hall con le
NON-TEATRANTI di 3° e abbiamo riso un po’; abbiam tirato un po’ su Caro; cercato un posto dove lei e Stella potessero fumare senza per forza uscire; sentito degli strani e inconfondibili cigolii (Stella: “Fate piano, che c’è qualcuno che dorme: sentite come russa!”
Silenzio, se non per qualche strano e ritmico rumore.

Io: “Professoressa, non lo chiamerei proprio <<russare>>…”)…

Movimentata, insomma.

Ma prima di tutto ciò:
HARD ROCK CAFÈ SHOP!
[Non ho potuto vedere gli occhiali di John Lennon, però, perché la sala era chiusa…
=( ]
 
6° giorno, 30 marzo 2007, ore 03.20

Sto per andare a nanna, perché fra meno di tre ore suona la sveglia, però prima, visto che sono seduta davanti alla porta aperta del bagno per non disturbare Flò e Sil che dormono, e visto che sono sola, volevo scrivere due impressioni, durante quest’ultima notte londinese.

Londra è splendida, ma “splendida” non rende bene l’idea.

Non ci sono parole che la possano descrivere, è semplicemente Londra.

I suoi taxi neri [“neri”, oddio… è una parola grossa… diciamo
ALCUNI taxi neri, gli altri variano dalla pubblicità di un ristorante del Bangladesh, alla mappa della città, ad un uniforme colore rosa shocking…], i suoi bus rossi a due piani, le sue guardie a cavallo, la regina che sbuca con un cappellino rosa, i suoi parchi, il suo movimento, le sue luci, la sua aria, la sua magnifica frenesia costruttiva e la sua grande presenza multietnica ne fanno un pout-pourri indiscibile di eccesso, meraviglia e contrasti.
La amo.
 
* ore 07.00
Another levataccia.
Caricate le valigie sul pullman, partiamo per Canterbury.
Piove, mentre ce ne andiamo.
Posso pensare che sia Londra che piange perché stiamo partendo?
...
Bella, la cattedrale. Bella. Non quanto Westminster, ma bella.
Poi ci han lasciato un quarto d’ora libero, raccomandandoci di essere puntuali, e noi, puntualmente, siamo arrivati in ritardo, perdendoci per Canterbury insieme alla Carra.
Comunque.
Oltre a non aver trovato
NEANCHE OGGI Orlando Bloom, abbiamo inglesizzato qualche locuzione, del tipo:
STAMMINCHIA! = THIS COCK!
STICAZZI! = THIS DICKS!
MICA PIZZA E FICHI!
= ANY PIZZA AND COOLS! (Questa la motivazione: non sapendo come si dicesse “fico”, inteso come il frutto, l’abbiamo tradotto con “fico!”, nel senso, appunto, di “cool!”)
Ma insomma.

Dunque, arrivati a Dover con dieci splendidi minuti di ritardo, invece che il traghetto dell’una meno venti, abbiam preso quello dell’una e mezza… “stessa storia, stesso porto, stesso traghetto…”
XD
In questo preciso istante siamo a disquisire con la Carra dei voti di maturità di quelli dell’anno scorso… basta, magari??
XD
 
* ore 18.34
ORA FRANCESE = ORA ITALIANA
Eheheh… (risatine maliziose).

Dài, che piazziamo Gabri! 

* ore 20.00
E dopo una sana mezz’oretta trascorsa sul pullman senza fare nulla, finalmente scendiamo e andiamo a mangiare.
Comoda, la cena in scatola. Non buona, ma comoda.
E finalmente una stanza senza topi.

7° giorno, 31 marzo 2007, ore 05.10
Sono andata a nanna ora, giusto perché la colazione è alle sette e mezza…

Comunque, fin’ora abbiamo giocato chi a poker, chi a Taboo, prima nella hall, poi nella stanza di Dona e Fili.

Quando siamo rimasti in pochi, siamo passati a Uno e poi al mimo dei titoli di canzoni e film.

Poi io sono crollata.

Tra le frasi topiche c’è la seguente. Filippo che mima qualcosa come un tizio sulla croce. E Pier: “L’ultimo rutto di Casa Savoia!”
O_O?
 
* ore 07.28

Fantastico. La sveglia alle sette non è servita a molto, ma alle sette e trentacinque ce l’abbiamo fatta ad uscire anche io e Silvia!
 
* poco dopo

Reims et sa cathedral.

Bella. Mi ha fatto piacere vederla, considerato che non l’avevo vista, all’epoca…

Comunque, un giro breve e poi in viaggio verso casa.
 
* ore 11.45

Sosta idrica e cibica dalle parti di Dijon.
 
* ore 18.52

Courmayeur, il secondo caffè decente da una settimana a questa parte.

Mi sono mancate, le montagne…
 
* ore 20.00
È finita.
Non può sul serio essere già finita una settimana.

Come si fa, ora?

“Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro?”.

Le maree di minchiate sparate, la stretta amicizia con persone che nemmeno pensavi, il posto -così incredibilmente bello-, le rime freestyle in riva al Thames sulla musica di “Geordie”, io che mi dimentico di spedire le cartoline e declamo le bellezze di Londra comparando il Tamigi alla Dora, noi tutti che inveiamo contro gli orari di chiusura dei negozi di Oxford, le grandi idee della Sorci (Francesca: “Non parliamo di
SORCI, per favore!”)…
Giusto ieri dicevo con Silvia che non so dire se mi sia piaciuta di più la gita di quest’anno o quella dell’anno scorso, perché dipende da troppi fattori… Divertite da pazze in entrambe, fatte il mazzo in entrambe, passato ore sul pullman in entrambe, posto splendido in entrambe…

In entrambe non abbiamo visto tutto, e, più che “gite”, vanno chiamate “trailer”…

Ma, in linea di massima, direi che questa è stata la più bella.
Sì, direi di si.
Ripeto ancora: amo Londra.
E basta.
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 20 gennaio 2007, ore 16:51

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milàn
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc "lontan de Napoli se moeur"
ma po' i vegnen chi a Milàn...

[O mia bella Madonnina che brili da lontano
tutta d'oro e piccolina, tu che domini Milano
sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano
cantano tutti "lontano da Napoli si muore"
ma poi vengono qui a Milano...]

Milano è sempre Milano.
adoro questa città (non quanto adoro Torino, beninteso...).
comunque..
la gita è stata molto bella e molto devastante.
abbiamo cominciato a camminare alle dieci e ci siamo fermati all'una e mezza, per poi riprendere a camminare alle due e un quarto fino alle sei e venti.
siamo arrivati a casa un po' stanchini.
bella, bella, bella.
interi minuti di adorazione guardando il Cenacolo, un orgasmo Vinciano e un quasi svenimento, ovviamente.
le foto "rubate" alla Pietà Rondanini, anche se in teoria non si potrebbero fare..
un'interminabile camminata per tutte le sale della Pinacoteca di Brera, una delusione folle perchè il Cristo Morto del Mantegna è in prestito a Mantova e un'altra delusione a vedere la Pala dell'uovo di Piero della Francesca: piccola, scura, una delusione.
però anche un rintronamento davanti al Bacio di Hayez e un'ode personale per Gli Arcangeli Cacciano Lucifero, per il Cristo Deriso e per il Ritrovamento Del Corpo Di San Marco.
la deprimente visione del vicepreside addormentato sulle sedie della Pinacoteca.
la altresì deprimente dicussione per rimanere un'oretta in più.
la conseguente decisione di rimanere con la Fresta, mentre gli altri due tristi individui se ne tornano a casa.
l'urlo mentale lanciato quando da Ricordi mi sento dire che i biglietti per il concerto non ci sono ancora.
il Duomo da fuori, da dentro, da sotto... ci è mancato solo da sopra: sarà per la prossima volta.
il viaggio allucinante in metro strapiena.
bella, bella, bella.
Milano.
già.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 14 gennaio 2007, ore 15:40

no, cioè-- QUESTO è davvero assurdo!

circolo su internet, cercando di passare in modo fruttuoso il tempo, e mi ritrovo DEL TUTTO CASUALMENTE (lo dico, anche se nessuno ci crederà) su un sito di racconti omoerotici. tra i titoli di questi, ne spicca uno, che va a colpire la mia attenzione: Gita in Grecia. Non un racconto, ma un articolo per il giornale scolastico - anno 2003/2004
lo apro, lo leggo.
e la mascella mi crolla per terra dallo stupore. santo dio, penso, ma le gite son poi tutte uguali!
e non siamo stati solo noi a mangiare discretamente male!
e non siamo stati solo noi a essere ingozzati di patate scotte!
e non siamo stati solo noi a pernottare in quell'albergo di Kamena Vourla!
e non siamo stati solo noi a dover decidere tra letti e valigie, nell'albergo di Atene!
ommioddio, penso, ma è magnifico!

mi rendo conto che magari a voi non ve ne frega un ciufolo, ma io mi sono emozionata, soprattutto a leggere dell'albergo di Kamena Vourla. insomma, quello di Atene potrebbe essere anche un altro, ma quello lì no, ne sono certa: non credo che ce ne sia un altro con le persiane al posto delle porte.

ne approfitto per segnalare una cosa a questa graziosa recensitrice (sarà giusto? sul maschile "recensore" non ho dubbi, ma "recensitrice"..vabbè, diamola per buona) del suo viaggio: a noi è preso un infarto, a entrare in quell'albergo. la scena si è svolta nel seguente modo:

Nan sale le scale dai gradini disuguali, inciampando diverse e ripetute volte, bestemmiando in turco (e per l'uso di questo idioma viene molto mal guardata dal personale dell'albergo).
arriva finalmente alla camera, pregustando un letto, avendo dormito due ore scarse nell'ultima intera giornata.
osserva incuriosita la persiana verdina che funge da porta, inserisce la chiave nella serratura, apre la persiana (scusate, la porta), accende la luce.
lancia un'occhiata alla camera.
spegne la luce.
chiude la persiana (la porta!).
in quel momento sopraggiunge Kikio, desiderosa anche lei perlomeno di posare le valigie.
Nan è ancora con la mano sulla maniglia della persiana (porta, porta!), immobile.
"che c'è?", chiede Kikio.
"non entrare", si sente rispondere.
"perchè?"
"tu fidati: non entrare"
Kikio solleva elegantemente un sopracciglio e sposta la mano di Nan dalla maniglia.
apre la persiana (ok, ci rinuncio), accende la luce.
per un lungo momento, osserva la stanza e poi: "ma ci è morto qualcuno, qui??"
la risposta è lapidaria: "no, credo sia il set di Misery non deve morire..."
il motivo?
le tende.
pesanti, spesse, lunghe, scure, viola.
praticamente una camera ardente.
non per nulla si è dormito con le tende aperte, almeno da poter intravedere la mare...

oOLaFataVerdeOo
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giovedì, 02 novembre 2006, ore 17:53

...voglio andare in Australia.
chi viene con me a rimpinzarsi di Opera House, Darling Harbour, The Rocks, Blue Mountains, Uluru, Shark Bay, Great Barrier Reef, Simpson Desert, Indian Pacific, The Ghan, opali, canguri e coccodrilli?
mi serve un compagno/a di viaggio che mastichi l'inglese meglio di me, perchè con la mia conoscenza della lingua britannica non riusciremmo nemmeno a mangiare una minestra...
dai... chi viene?
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 29 ottobre 2006, ore 18:15

c'è da dire che andare fino a Settimo Vittone a vedere la Dësnalpà è terribilmente emozionante...
una scia infinita di mucche abbellite per la festa che scendono dagli alpeggi.. per carità, bello finchè vuoi, ma quanto meno l'odore è discutibile..
comunque sempre meglio che rimanere a casa a fare la calza, o, nel mio caso, filosofia.
tazza di vin brulé, due castagne e passa la paura.
tra l'altro abbiamo anche beccato una gran bella giornata.
insomma, che vuoi di più?

e, per la serie "le cagate non finiscono mai", mia zia ha comprato un cd... "Vecchio Piemonte Canta"..
avete presente tre matte che in macchina cantano canzoni di alto contenuto culturale, quali "la mia mama a völ che fila 'd lun'es... ma mi al lun'es ciapu l pul'es, an poc 'd su sì, an poc 'd su là, la mia maaaamaaaa..." [trad: "la mia mamma vuole che fili di lunedì... ma io il lunedì acchiappo le pulci, e un po' di questo e un po' quello, la mia maaaammaaaa..:"]?
no?
non le avete presente?
beh, non sapete cosa vi perdete!

ora, scusate, ma mi aspetta una serata mondana: doccia, cena ultrarapida, vestito della festa e poi di corsa alla sala polivalente a vedere Pinocchio... con un'insospettabile Greppina nel ruolo della Bambina Dai Capelli Turchini e un Luca da prendere per il culo da qui all'eternità nei ruoli di Pulcinella e L'ASINO CHE TRAINA IL CARRO DI MANGIAFUOCO.
scusate, comincio a ridere adesso per mettermi avanti col lavoro...
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 17 ottobre 2006, ore 21:40

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.
PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.


ROMA, ROMA,
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.


ok, se non si fosse capito, VOGLIO ANDARE A ROMA!!!!
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA, ROMA!!!!


ohhhh, ma quando arrivano le vacanze di Pasquaaaaa?????
RRRROOOOOOMAAAAAAAAA!!!!

perchè, in fondo, metropolitane a parte, è una gran bella città.
perchè vedrà tre sclerate (di cui due taurinensi) barcollare per le sue vie.
perchè voglio vedere la famosa salita su cui si va su da soli.
perchè mi hanno parlato di un buco di serratura un po' particolare... senza dirmi COSA CAVOLO SI VEDE da 'sto buco.
perchè Gloriettina mia bella mi ha promesso un arrivo in pompa magna lei, il motorino di Simbiosi e Simbiosi stesso (e solo questo basterebbe a convincermi ad andare giù).
perchè... perchè SI, cazzo!

PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.
PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.
PASQUA, PASQUA, PASQUA, PASQUA.
ROMA, ROMA, ROMA, ROMA.
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 13 ottobre 2006, ore 15:35

novveprego guardate QUESTO e QUESTO!!
Simò, sei un tajo!!
XD XD XD XD



ah, e ho sistemato il video della Vanoise: ORA va bene... ;-)
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 06 settembre 2006, ore 23:29

mi piacerebbe andare a Roma, prossimamente, per il mero piacere di stare per un po' sulle croste a Glorietta.
magari a Pasqua.
oh, si, a Pasqua fare una capatina nella Capitale con la mia Lutinuccia.
e andare a rompere un po' le palle alla nostra Romanaccia.
che tanto lei è gentile, carina e simpatica e ci sopporterà (forse, ma ho dei dubbi che CHIUNQUE riesca a reggerci tutte e due insieme).
e poi sarebbe divertente, in fondo, girare per RRRoma con le mie compagne di sfighe.
oooh, sì.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 04 settembre 2006, ore 19:07

Come riassumere una gita di due giorni a distruggersi le gambe in Francia in compagnia delle mie Giuliette?
Oh, fantastico!
Con ordine, vediamo un po’…

SABATO 2 SETTEMBRE.
Dopo brevi convenevoli e la realizzazione che, come sempre, ci saremo solo noi tre come under 21, se non si vuole contare una bambina di anni sette, si salutano le rispettive genitrici e si monta in macchina con due povere creature che ci dovranno sopportare fino in Francia. Il divertimento comincia praticamente subito, e vede soprattutto me e Greppina prendere in giro Ciuffi causa racconti delle sue foto fatte in Irlanda. A quanto pare la cara ragazza ha fotografato ogni essere vivente da lei incontrato con le seguenti motivazioni: “Quel toro era ricciolino!”, “Quello era il toro solitario!”, “Quella era una famiglia di asinelli!”.
Quando scendiamo dalla macchina per una breve sosta, la sottoscritta ha l’incauta idea di dire: “Oh, guarda: un cavallino!”.
Promemoria per me: MAI dire in presenza di Ciuffi la parola “cavallino”.
Riusciamo a trattenerla dall’andare a “fare amicizia col cavallino biondo” solo perché dobbiamo ripartire.
Passata la dogana e fermatici per una sosta idrica (“Se non trovo subito un posto dove incipriarmi il naso, me la faccio addosso!” -Nan-), notiamo sconvolte una larga chiazza di neve, e realizziamo perché sentiamo tanto freddo: ci saranno sì e no dieci gradi e noi siamo in canottiera e pantaloncini. Dopo la strillo disperato di Ciuffi, “C’è del GHIACCIO! Chiediti PERCHÈ c’è del GHIACCIO!”, decidiamo saggiamente di risalire in macchina, evitando il congelamento.
Arriviamo tra le nostre grasse risate al sentiero, scendiamo, ci carichiamo 72 litri di zaino sul groppone e cominciamo a salire.
Durante la deliziosa scarpinata volano poche parole, probabilmente perché quella cosa rossa che ci finisce sempre davanti ai piedi è la nostra lingua.
In ogni caso, dopo un paio d’ore arriviamo al rifugio Fond-des-Four.
Perdendoci in chiacchiere oltre la porta del bagno, ovviamente arriviamo in camerata a posti già assegnati, così da poter discutere con Guido del perché gli uomini si siano piazzati nei letti di sopra, lasciando noi donnine in preda ad attacchi di claustrofobia nei letti di sotto. Dopo un’insoddisfacente risposta (“L’abbiamo fatto per cavalleria inversa”), inganniamo il tempo occhieggiando alcuni marmottoni obesi, e andiamo a cenare.
La cena si compone di:
  • minestra di verdura con la cotica (la sottoscritta, odiando il sapore della cotica, si ritroverà a tagliarla a pezzetti per inghiottirla intiera, inondando maldestramente di minestra la manica della sua camicia e la manica del pile di Greppina, incautamente appoggiati lì vicino). Cosa strana: presenza inquietante di alcuni pezzi di carota. Carlotta, la piccola del gruppo, domanda (la voce dell’innocenza!): “Ma le carote si mangiano?”, scatenando la risposta di Alfredo: “No, sono finte. Stanno lì solo per bellezza”. E Ciuffi, argutamente: “Ah, quindi io, che ne ho mangiata una, la devo pagare a parte?”.
  • spezzatino con carote e contorno di riso bollito con l’uvetta passa. Mentre tutta la tavolata scarta oculatamente l’uvetta per depositarla nel piatto della sottoscritta (che, tanto per sottolineare, non si fa problemi di cibo e sgranocchierebbe anche i semafori, se mai fosse necessario), la sottoscritta medesima dà l’ennesima prova della sua goffaggine, riuscendo a sparpagliare riso su tutto il tavolo. La carne le verrà messa nel piatto da Greppina, che vuole evitare che grumosi pezzi di spezzatino vadano a fare compagnia alla minestra sulla sua maglia. Saggia mossa.
  • pere con colata di cioccolata e panna, probabilmente l’unico piatto ingurgitato in religioso silenzio e senza dispersioni del medesimo sul tavolo.
Finita la cena, annaffiata abbondantemente da vino rosso, i gestori ci cacciano fuori per poter ripulire i disastri, così ci ritroviamo col naso per aria ad occhieggiare le stelle, individuando, oltre alle costellazioni che si vedono anche dal balcone di casa propria, il Drago, il Cigno e poco altro.
Dopo qualche minuto, rientriamo a tavoli puliti, per ingaggiare meravigliose partite di carte.
Due giri di Rubamazzo, uno di Macchiavelli ed uno, per mia immensa gioia, di Pinacola, fino a che, alle dieci, viene lanciato un “buonanotte” generale e si viene spediti a letto con la frase inquietante: “domani mattina, colazione alle sette!”.
Sono quindi le dieci e mezza quando tutta la camerata è a letto.
Intorno alle undici, Ciuffi, sdraiata tra me e Greppina, mi bisbiglia di prestarle la torcia per poter recuperare i tappi per le orecchie, con la lapidaria frase: “Qui sembra una segheria. La prossima volta vado a dormire da un falegname!”.
A mezzanotte e mezza, dopo due ore passate a rivoltarsi nel letto, dopo aver tentato di coprirsi e orecchie con qualunque cosa disponibile (berretto, due giri di sciarpa e cuscino da parte di Greppina; cuffie dell’mp3 con volume decisamente alto e fascia da parte della sottoscritta) Greppina ed io prendiamo la saggia decisione di uscire.
Ci ritroviamo così sedute al tavolo fuori del rifugio a lanciarci in risate isteriche e frasi quali “Come può un essere umano emettere dei suoni del genere?” (Greppina) e “Credo che, se russassi così, mi sveglierei da sola!” (Nan).
In qualche strano modo, ci ritroviamo a parlare di libri e letteratura, nominando praticamente tutto ciò che abbiamo mai letto, dalla più tenera infanzia ad oggi, scoprendo con gioia di aver letto “Il profumo” entrambe quest’estate e di esserne entrambe entusiaste. Elogiamo Baricco e “Oceano mare”; Greppina mi elogia Kahlil Gibran, io le elogio Philippe Delerm; elogiamo Edgar Lee Masters; lei mi elogia Ken Follet, io le elogio Benni e così passiamo il tempo fino a che le nostre dita dei piedi non ci convincono a rientrare, minacciando pericolosamente di staccarsi dal resto del piede; ormai sono le due e quaranta e noi dormiamo quattro ore, prima di essere svegliate per la colazione.

DOMENICA 3 SETTEMBRE.
Alle sette, appunto, veniamo svegliate.
Mentre colazioniamo (termine coniato dalla sottoscritta per l’occasione), raccontiamo a Ciuffi le nostre peregrinazioni notturne, corredandole di aneddoti carini, quali le confessioni di Greppina: “Prima di uscire, dalla disperazione, avrò ingurgitato almeno sette caramelle al limone… Era NEL MIO ORECCHIO! Mi stava alitando e russando NELL’ORECCHIO!”.
Dopo rapida visita al bagno e dopo rapido rassettamento della camerata, alle otto meno un quarto partiamo alla volta della punta di cui ora, naturalmente, mi sfugge il nome.
Sulla strada intavoliamo questo divertente dialogo:
Ciuffi: “Non so se avete notato la mia maglia…”
Greppina: “Ma c’è scritto ‘REAL MEN’!”
Ciuffi, con vanto: “Sì, è di mio padre! Fa coppia con il pile da uomo di Nan!”
Sguardo truce da parte della sottoscritta: “Che cos’hai contro il mio pile?”
Ciuffi: “Niente, solo che è da uomo!”
Nan: “Io avrei un pile da uomo?!”
“Certo!”
“Stai zitta”.
Ciuffi, con aria fintamente ingenua: “E perché?”
“Con quei capelli non hai diritto di parlare!”
“Ma ho una maglia maschilista!”
Grazie al cielo, per la salvezza dei nostri rimanenti neuroni e di quelli degli altri, la strada si fa più ripida, impedendoci di proseguire le nostre digressioni.
Giungiamo, tutt’altro che riposate, ai piedi della nostra meta.
Abbandonati gli zaini, proseguiamo verso la punta.
Arrivata, la sottoscritta si immerge in dieci minuti buoni di pura contemplazione, fiera di sé stessa per il suo primo 3000.
Ridiscesi tutti quanti, ci avviamo verso un luogo consono per consumare il pranzo.
Ci attardiamo quindi sulla riva di un laghetto che si trova poco più in basso della punta, che si vede teatro di questo:
Nan: (sospira) “Trovatemi un uomo che incarni l’essenza vitale delle Alpi e me lo sposo!”
Greppina: “Trovatemi un uomo i cui piedi non mi diano fastidio, e che non russi, e me lo sposo!”
Ciuffi: “Ma vai a cercarti un marito nel reparto amputati del Regina Margherita!”
No comment.
Riprendiamo la discesa.
Il difetto delle discese e che non sono abbastanza faticose da impedirci di sparare idiozie gratuitamente.
Così spunta fuori il racconto di una partita a “Merda” tra Ciuffi, Greppina e l’Austriaco (amico, nonché ex compagno di classe, del fratello di Greppina), che vede come risultato finale uno sfregio sulla mano di Ciuffi, causato dall’Austriaco stesso, in un momento di foga eccessiva. “Non andrò mai in Austria perché gli austriaci mordono e graffiano!”, è il commento nervoso di Ciuffi. “Solo se li provochi”, la riprende dolcemente Greppina.
Sempre causa discesa, rispunta fuori, dopo mesi di latitanza, il delicato racconto soprannominato “le avventurose vicende del blog di Nan”. “Comunque per un certo tempo sei stata il personaggio della Quinta Effe, solo che poi non ti sei saputa rinnovare e sei un po’ caduta in ascolti”, mi spiega Greppina, che ha preso a parlare della vita come se si trattasse del Grande Fratello, contagiata ormai irrimediabilmente dall’assurda mania di suo fratello, il quale, con il sostegno dei suoi ex compagni, aveva dato inizio a “gli amici di Rossana Delmastro”, loro professoressa di filosofia, anche a causa delle megafeste organizzate dalla stessa; “…sei un po’ caduta in ascolti”, si diceva.
“E vabè, non è che potevo continuare così per sempre, ad appostarmi dietro gli angoli dei corridoi per tendere agguati a quel pover’uomo”, ribatto, leggermente piccata.
“Ma vuoi il numero?”.
Silenzio, per un lungo momento.
“Ma non avevi detto che tuo fratello è restìo a dare i numeri dei suoi compagni di classe?”
“Sì, ma ora non è più un suo compagno di classe… E poi, se non me lo dà lui, lo chiedo all’Austriaco: lui si diverte, te lo darebbe volentieri, in cambio di aggiornamenti continui”.
Inutile dire che la sottoscritta ha passato tutto il rimanente tempo a ripetere a Greppina quanto sia una brava persona, gentile, cortese, bellissima, Dittatrice Suprema e eccetera eccetera.
Come si riduce la propria dignità, in cambio di un numero di telefono.
In ogni caso.
La discesa giunge alla fine, contornata ancora da un delizioso “Nan scende come una capra!” made in Greppina, e arriviamo alle macchine.
Durante il viaggio di ritorno, la povera sottoscritta pone una domanda esistenziale, quale: “Ma il tucano balla il Tuca-tuca?”, sentendosi dare in risposta, da una stanca Ciuffi, un poco gentile: “Questa sarebbe una battuta a livello scadente per un bambino autistico!”.
Quando poi la povera, bistrattata sottoscritta fa notare una cosa di una certa importanza a livello nazionale, quale: “Ehi, se cambi l’accento a ‘giurìa’, viene ‘giùria’! Giurìa-Giùria-Giùlia!”, la stanca e crudele Ciuffi (d’ora in poi chiamata “distruttrice d’inventiva verbale”, a coppia con Greppina, che invece è stata la "castratrice di creatività", mentre io e Ciuffi copiavamo malissimo il balletto di "Hung up"), la fulmina con un: “Nan, chiudere la bocca sarebbe un’esperienza extrasensoriale!”.
E ancora, quando la povera, bistrattata, maltrattata sottoscritta, lanciando una delle se maledizioni consuete contro qualcuno, usa un “Che ti caschino le palle degli occhi!” nuovo di zecca, la stanca, crudele, spietata Ciuffi replica acidamente: “Questo è un po’ diverso dai tuoi soliti insulti inguinali!”, ricevendo in risposta conferma: “Sì, infatti di solito ometto la parola ‘occhi’…”.
L’ultima chicca compare al bar.
Si prende allegramente un caffè tutti insieme prima di ripassare in Italia e dividerci, e, alla notizia: “Quel motociclista lì fuori è uno strano ibrido tra Sting e Claudio Baglioni”, l’ormai estremamente tartassata sottoscritta si sente rispondere una serie di insulti non trascrivibili e una seria minaccia: “Piantala di parlare, o niente numero!”.
In ogni caso, prendiamo a discutere della durata delle prestazioni di Sting, ed io faccio umilmente notare che, anche nel caso in cui non si trattasse di Sting e anche nel caso in cui le sette ore non fossero di fila ma diluite nell’arco mezza giornata, a me andrebbe bene lo stesso; fino alla domanda cruciale:
Greppina: “Anche l’altra volta stavamo parlando delle prestazioni di Sting, vero?”
Ciuffi: “Sì, è vero! Ma perché ne stavamo parlando, la volta scorsa?”
“Mah, dev’essere perché l’avevo visto a un programma tipo ‘The faboulous life of…’”
“Sì, certo: ‘the faboulous of la moglie di Sting’!”
Con questo, e con un commento di Ciuffi che dice che prima o poi l’Uomo Dalle Belle Gambe chiamerà Emergency per far difendere i suoi diritti come essere umano dalla mia infausta presenza, abbiamo taciuto e sonnecchiato leggermente.
Passato il Forte di Bard, ho preso a fare qualche foto stupida, tra cui una intitolata “Risata maniacale”, una “Nan pensierosa” e una “Sorriso-paresi facciale di Ciuffi”; nonché alcuni video di cui, a parere di Ciuffi, “Quentin Tarantino ne sarebbe fiero”.
Colonna sonora del week-end, certamente composta da “Hung up”, “Sorry”, “Get together” e, come ciliegina sulla torta, il fischiettìo maniacale di “Kill Bill”.

Grazie, mie Giuliette. Alla prossima.

video di fine gita
è orrendo perchè si vede solo un quarto di immagini, ma purtroppo non riesco a fare di meglio... per lo meno si sente...

 

oOLaFataVerdeOo
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giovedì, 24 agosto 2006, ore 23:09

QUA C'E' QUALCUNO CHE CERCA LA MORTE.
ma non c'è mica problema: BASTA CHIEDERE.
gigantesco essere schifoso, vuoi DAVVERO morire lentamente e fra atroci sofferenze?
CHIEDIMELO E BASTA!
sarò felice di farlo PERSONALMENTE!
ti avviso, cara stronzetta: non sono da sola.
ho un numero congruo di compagne di ventura, nonchè una combattiva conoscenza romana che sarà felice di farsi prestare il bullock da un altro romano per farti sanguinare sull'asfalto (vero Glò? verrai con me per la Prima Santa Crociata conto le Gnegnè?).
nopperchè se me fai n'artro squillo o me manni n'artro messaggio, giuro che TE CORCO!

...troiona.


ok, basta.

in previsione di BEN DUE giorni in montagna, vi saluto, gentili fanciulle ed eventuali cortesi fanciulli.
ce la si vede domenica (o giù di lì).
oOLaFataVerdeOo
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