mercoledì, 04 aprile 2007, ore 11:02

LONDON 2007
ovvero:
Viaggio di [D]istruzione a Londra
25/31 marzo 2007
I, II e III B
con le professoresse Maria Teresa Carra e Stella Sorcinelli
(alla fine della gita “Mary-Terry” e “Stella”. Avevamo pensato a “Sorci”, ma per motivi che spiegheremo più tardi, i sorci è meglio non nominarli…)
 
 

1° giorno, 25 marzo 2007, ore 04.45
Sveglia!
Che suona un quarto d’ora in ritardo, e quindi sono già le 5… comunque.
Si passa a prendere Pier e si va a Chiva.

* ore 06.15
Siam partiti.

Simo ha già detto tre volte “che triste”, la cosa in realtà non è bella, proprio no.
Vabè.
Sto cercando di ricordare se ho tutto e se ho salutato tutti, ma credo che lascerò perdere e mi metterò un po’ giù a sentire i 30 Seconds To Mars. [
N.B. non fate caso alla sintassi e all’uso dei verbi in questa frase.]
 
* ore 08.15

Sosta-caffè a Courma!

C’è la neve. Incredibile. Questo vuol dire che non è un’invenzione dei mass-media ed esiste davvero. Fantastico!
=)
 
* ore 08.29

Passata la dogana e imboccato il Traforo del Monte Bianco, che, per un fortuito caso, è aperto…
=S
 
* ore 09.20

In Francia c’è il sole. E la neve ad alta quota. È proprio vera, la neve…
XD
No, comunque c’è il sole, un po’ coperto, ma c’è… meglio che un dito in un occhio, no?

* ore 11.00
Sosta-pipì, ma niente di rilevante, tranne che hanno messo su un film del ca**o… bah…
 
* ore 13.00

Dijon e pranzo.

Cose terribili, tra cui un distributore automatico di pizza (30 cm di diametro), Silvia che si slingua un orso polare di pietra (30 cm di lingua), un uomo in bici con carretto con cane dentro (tipo sidecar), piccioni obesi, collezione by Madonna di
H&M, un negozio di articoli per la cucina con delle cassette di ceramica con scritto “AGRUMI PREGIATI DI SICILIA”, tre tizi con dei post-it attaccati sulla fronte che pisciano fuori dai bagni pubblici… mah…
 
* ore 14.45

Visita per bene a Dijon: cattedrale di San Benigno (progettata da San Gugliemo da Volpiano!), cattedrale di Notre-Dame e di Saint-Michel.

Nella prima è notevole l’organo, nelle altre due le vetrate colorate.

Poi: un alano gigante, cioccolatini a forma di gufo (che li avrei pure presi a Mauro, ma il negozio era chiuso), fontana nella piazza del comune effetto Piazza Castello (con relativi Simo, Ermes e Fede che ci fanno lo slalom…) e un lapsus freudiano di Pier: saliamo sul pullman scambiandoci piacevolezze del tipo “non si insulta la gente, coglione!”, e lui se ne esce con “ti voglio bene,
STELLA!”. O_O potrei pure offendermi… >:-(
(Un’altra carina è stata questa:

Flò: “Lo sai che i francesi, quando passeggiano, non si tengono mai per mano?”

Nan: “Cavolo, è un casino, non riesci mai a capire che è fidanzato e chi no…”

Flò: “Ma poi dico: tu, francese, inventore del bacio alla francese…”

Nan: “Oh, non parlare di baci alla francese, potrei innamorarmi di un dijonese a caso!”
Silenzio.
Insieme, in coro, indicando un ignaro passante sull’altro lato del marciapiede: “
TU!”)
(E un’altra:

Flò: “Guarda quello che carino!”

Nan: “Ha la faccia troppo da francese…”)
 
* ore 17.20

Albergo! Io, Sil e Flò siamo alla 212.

Doccia e poi orgasmo, ovvero: Flò mi ha scrocchiato la schiena. Oddio.

Non credo di avere altre parole, solo: devo trovarmi un ragazzo che faccia il massaggiatore di professione.

Anche Silvia concorda, con un grugnito, mentre Flò la massaggia.
 
* ore 20.00

Cena composta da terrina di prosciutto in gelatina con troppo aglio, spezzatino con patate e torta al cioccolato.

Ho firmato una tregua con Ermes, tra l’altro. Vediamo quanto dura.
 
* ore 23.30

Nannina! Ma prima siamo state un po’ in corridoio a ca**eggiare con le prof.

La frase topica della Carra è stata: “la II B mi piace, perché parla come mangia!”
=D XDYEEE!!!
Poi abbiamo scoperto che Stella urla nel sonno e ha gli attacchi di panico… povera!

E bon, nient’altro.
 
2° giorno, 26 marzo 2007, ore 06.15

Levataccia alle sei meno un quarto, colazione e partenza per Calais.

In questo momento (07.12) stiamo discutendo del fatto che “Paolino” sia il nome o il cognome di Paperino (e Paola: “se incominciate a chiamarmi <<Paolina Paperina>> vi picchio…
XD)… discorsi di AUTE COUTOURE (che dubito si scriva così, perché più che “alta cultura”, mi sembra “alta cottura”, ma fa niente…)
 
* ore 10.15

Autogrill dalle parti di Reims.

Ci avviciniamo a Calais!!
=D EVVIVAAA!
 
* ore 14.10

Abbiamo perso il traghetto.
 
* ore 15.00

È utile perdere il traghetto: si finisce per fare amicizia con i vicini di pullman inglesi!!
XD
 
* ore 16.00

E siamo partiti, finalmente!
London, we’re coming!
Ora siamo sul ponte in alto, il mare è un olio e non c’è nemmeno tanto vento.

Che bello. E che nostalgia.

L’anno scorso eravamo verso sud, quest’anno alla conquista del nord!

Il prossimo anno ci tocca fare l’est o l’ovest. Noi propendiamo per l’est e la Spagna.
[P.S. Au revoir, France!]
 
* ore 16.30,
ORA INGLESE
Sbarcati!
E -ommioddio- le scogliere di Dover sono molto più che uno splendore!
Sembrano di madreperla… sono splendide!

…mi fa un effetto pazzesco stare a sinistra e vedere la gente che ti supera a destra…
ODDIOCHEBBELLO! <3
 
* ore 19.30
E dopo una mez
za eternità, abbiamo finalmente visto l’albergo.

Visto, non entrati dentro.

Visto da fuori, preso le chiavi e andati a mangiare, puzzolenti e assonnati, nella zona più chic di Londra.

Pub delizioso, cena ottima (zuppa di nonsiècapitoqualiverdureoltrelazucca, fish ‘n’ chips e profiterol alla panna
:-9) e poi passeggiata notturna sul Thames.
Allora.
Io credo che mi trasferirò a Londra.
È MAGNIFICA.
E St. Paul Chatedral, e il London Bridge, e la ruota panoramica, e il Big Ban, e… e tutto.

Magnifica, magnifica.
 
3° giorno, 27 marzo 2007, ore 01.30

Finalmente una doccia. Camere quanto meno discutibili (personalmente ho aperto la finestra e ho trovato una bottiglia di Bacardi e una di vodka [13 sterline e 98! Assurdo!] vuote sul davanzale. E vabbè.), ma in fondo non ci si può lamentare.

E poi nanna.
 
* ore 07.30

Ascensore avverso a parte, colazione al primo piano. Non molto all’inglese, in verità, ma amen.

Carola è riuscita a trovare un romano davvero carino. Comunque.

Ora partiamo, destinazione Hyde Park.
 
* later
Ho deciso che, se mai mi trasferirò a Londra, prenderò anche a fare jogging.
IO AMO HYDE PARK. PUNTO.
E ora Westminster.
 
* later
Che è chiusa.

Le prenotazione oggi non è valida, perché c’è una non ben definita manifestazione privata.

Sorvolando sul terrore che possa essere il matrimonio di Orlando Bloom, lasciamo perdere e tentiamo il cambio della guardia.
 
* later, before 1.00 p.m.
Uhm, se avessi visto qualcosa oltre alle teste potrei dire. Rosico.
>:-(

* ore 13.00

Pappa. Un buon panino a St. James.

Ora non si sa bene, in realtà.

Io sarei propensa per cercare Orlando Bloom e chiedergli di sposarmi, ma vedremo.

(Peraltro, ho deciso cosa dirgli, nel caso lo incontrassi. Occhioni luccicanti mode:
ON e poi: “Orlando… can you give me your segnature? And… just a little kiss? Pleeeease!”) XD
 
* ore 15.00
National Gallery.

“I Girasoli” e “Campo di grano con cipressi” di Van Gogh, “I coniugi Arnolfini” di Van Eyck, “Interior” e “Tempesta tropicale con tigre” di due artisti non meglio identificati e… “La Vergine delle rocce” e “La Madonna con Sant’Anna, San Giovannino e il Bambino”.
Oddio.
La Vergine non è bella: di più.

È fantastica, straordinaria, magnifica, strabiliante.
Così bella, che vedi proprio le pennellate, i grumi di colore… respiri il dipinto.
Oddio.

* ore 17.00

Albergo, doccetta, uscita per cena.

Ottima, tra l’altro (insalata con salsa tartara, arrosto con carotine, piselli e patate e un mega vol-au-vent vuoto, torta buonissima di chissàchè)…

Poi giro per Picadilly.
Che è MERAVIGLIOSA.
No, sul serio.

Sembra uno scorcio di Los Angeles, con questi megaschermi luminosi con la megapubblicità della Coca Cola… è bellissima!

A seguire, megascarpinata per cercare, lungo tutto il Thames, il pullman, beandoci di nuovo della Londra luminosa…

Ci manca solo Orlando Bloom per rendere tutto pressoché perfetto.
 
4° giorno, 28 marzo 2007, ore 01.47

Nanna, dopo aver sparato qualche marea di minchiate con Sil, Flò, Pier, Cri, Donato, Mattia, Ilaria e Filippo.

C’ho sonno.
 
* ore 09.00

Alla volta della Torre di Londra.

Chissà se è chiusa pure questa.
Vedremo…
 
* ore 13.00

Non era chiusa.

I gioielli della Corona sono fantastici, peccato solo per il tapis roulant che non ti lascia il tempo necessario per bearti davanti a tutto quel brilluccichìo *sigh*…

La Torre in sé non è nulla di, però è pieno di corvi…
=)
 
* ore 15.30

E finalmente siamo di fronte a Westminster!

Lunga e incantevole visione del Big Ban, con relativa sincronizzazione di orologi (non cambierò l’ora per molto tempo, per non perdere la precisione).

E poi l’abbazia.

Ragazzi… è bellissima. Gigantesca, ricchissima, decorata fin nell’angolo più lontano, dorata, alta, immensa. Ceri decori scultorei da perderci il fiato, certe statue sulle tombe che sembravano vive… bellissima, e nient’altro.

* ore 18.00
Oxford Street, dopo aver di nuovo perso la preside per strada (
GOD SAVE THE QUEEN AND KILL OUR HEADMISTRESS). Dopo una mezz’ora, con il permesso della Suprema Professoressa Carra, ho preso in consegna un gruppetto di persone e, cartina alla mano, siamo andati a Picadilly al Trocadero Center.

* ore 19.15
Ristorante italiano, signore e signori (pennette al sugo, petto di pollo ai ferri, millefoglie e UN CAFFÈ DECENTE, oltre ad una birra media), con spettacolo incorporato by Pier&Pietro, che ci hanno offerto del cabaret: imitazioni dei nostri cari professori, Carra e Sorcinelli comprese. La Carra sembrava impazzita: continuava a ridere e a dire: “Fai me, Pier, dai! Fai me!”. La preside rideva come un’invasata, e, all’imitazione della Demeglio (la stordita di storia dell’arte), stava quasi per collassare.
In più l’Italia ha vinto contro la Scozia. Che vuoi di più?
 
* ore 23.00

Pullman per l’albergo, cantando tutto il possibile immaginabile, un repertorio che è variato da “Bella ciao”, a “Il leone si è addormentato”, a, quando finalmente abbiamo passato il Tower Bridge, “Geordie”.

Amo il London Eye, l’ho già detto?

Credo di sì.

E aggiungo pure che il Big Ban è favoloso.

E adoro Picadilly Circus.
 
* ore 23.40 circa

Albergo, doccetta e… Nutella Party!
=D
Intorno all’una è arrivata Stella a chiederci il phon e ci ha consigliato di scendere nella hall, visto il casino che stavamo facendo.

Così tutti e 17 siamo andati giù.

Ad un certo punto sono arrivate Flò e Sara, dicendo: “Oh, in corridoio c’è un milanese che chiacchiera con due tedesche, e lui non capisce un ca**o di inglese!”.

Così questi tre sono scesi giù, e Sara ha dato spettacolo di se stessa, parlando tutta la sera.

(Comunque quelle due erano stordite, e una sembrava essere appena uscita dal museo delle cere.

Dai, scusate. Sara: “Do you know The Simpson?”
Le tedesche: “Yes…”
Sara: “What is your favourite character?”

Le tedesche: “I don’t know…”

Ok, riproviamo.

Sara: “Do you know Orlando Bloom?”

Le tedesche: “Yes…”

Sara [non ponendo una domanda, ma facendo un’affermazione]: “He is beautiful!”

Le tedesche: “No…”

Ok, abbiamo capito: siete matte. Bene. Lasciamo perdere)

Comunque, alla fine siamo andati a letto alle quattro e mezza, e la sveglia era alle…
 
5° giorno, 29 marzo 2007, ore 07.30

Ho evitato la colazione e ho fatto che scendere per prendere il pullman.

Stratford-Upon-Avon è un paesino delizioso. Miliardi di cigni, casette con l’edera, muri a righe bianche e nere… Abbiamo fatto tante patetiche foto nelle cabine telefoniche!

Poi abbiamo pappato con delle deliziose e tipiche “tasche” di sfoglia con i ripieni più disparati.

Dunque pullman e viaggio per Oxford.
 
* ore 15.00
Oxford.
Bella cittadina, molto gotica, molto animata.

Peccato solo che, quando ci hanno dato un’oretta libera, i negozi che vendevano le felpe della
OXFORD UNIVERSITY fossero già chiusi... (Voglio dire… erano le sei del pomeriggio. Va bene che mangiano presto, però che ca**o!).
Comunque.
Ho lasciato il cuore davanti a una maglietta con la stampa della copertina di Abbey Road…
:’-(
E ho preso il cappuccino da Starbucks!
 
* ore 20.00

Cena di nuovo italiana, ma di grado inferiore a quella di ieri.

Non è stata proprio “serata”, oggi…

Virginia e Silvia si sono trovate i topi in camera.

Fede e Ile hanno litigato per un non ben determinato motivo.

Carola e Sara han piantato un macello allucinante per un problema con Arianna.

Certa gente che dico io continua a comportarsi da primadonna.

Alla fine ci siamo messi nella hall con le
NON-TEATRANTI di 3° e abbiamo riso un po’; abbiam tirato un po’ su Caro; cercato un posto dove lei e Stella potessero fumare senza per forza uscire; sentito degli strani e inconfondibili cigolii (Stella: “Fate piano, che c’è qualcuno che dorme: sentite come russa!”
Silenzio, se non per qualche strano e ritmico rumore.

Io: “Professoressa, non lo chiamerei proprio <<russare>>…”)…

Movimentata, insomma.

Ma prima di tutto ciò:
HARD ROCK CAFÈ SHOP!
[Non ho potuto vedere gli occhiali di John Lennon, però, perché la sala era chiusa…
=( ]
 
6° giorno, 30 marzo 2007, ore 03.20

Sto per andare a nanna, perché fra meno di tre ore suona la sveglia, però prima, visto che sono seduta davanti alla porta aperta del bagno per non disturbare Flò e Sil che dormono, e visto che sono sola, volevo scrivere due impressioni, durante quest’ultima notte londinese.

Londra è splendida, ma “splendida” non rende bene l’idea.

Non ci sono parole che la possano descrivere, è semplicemente Londra.

I suoi taxi neri [“neri”, oddio… è una parola grossa… diciamo
ALCUNI taxi neri, gli altri variano dalla pubblicità di un ristorante del Bangladesh, alla mappa della città, ad un uniforme colore rosa shocking…], i suoi bus rossi a due piani, le sue guardie a cavallo, la regina che sbuca con un cappellino rosa, i suoi parchi, il suo movimento, le sue luci, la sua aria, la sua magnifica frenesia costruttiva e la sua grande presenza multietnica ne fanno un pout-pourri indiscibile di eccesso, meraviglia e contrasti.
La amo.
 
* ore 07.00
Another levataccia.
Caricate le valigie sul pullman, partiamo per Canterbury.
Piove, mentre ce ne andiamo.
Posso pensare che sia Londra che piange perché stiamo partendo?
...
Bella, la cattedrale. Bella. Non quanto Westminster, ma bella.
Poi ci han lasciato un quarto d’ora libero, raccomandandoci di essere puntuali, e noi, puntualmente, siamo arrivati in ritardo, perdendoci per Canterbury insieme alla Carra.
Comunque.
Oltre a non aver trovato
NEANCHE OGGI Orlando Bloom, abbiamo inglesizzato qualche locuzione, del tipo:
STAMMINCHIA! = THIS COCK!
STICAZZI! = THIS DICKS!
MICA PIZZA E FICHI!
= ANY PIZZA AND COOLS! (Questa la motivazione: non sapendo come si dicesse “fico”, inteso come il frutto, l’abbiamo tradotto con “fico!”, nel senso, appunto, di “cool!”)
Ma insomma.

Dunque, arrivati a Dover con dieci splendidi minuti di ritardo, invece che il traghetto dell’una meno venti, abbiam preso quello dell’una e mezza… “stessa storia, stesso porto, stesso traghetto…”
XD
In questo preciso istante siamo a disquisire con la Carra dei voti di maturità di quelli dell’anno scorso… basta, magari??
XD
 
* ore 18.34
ORA FRANCESE = ORA ITALIANA
Eheheh… (risatine maliziose).

Dài, che piazziamo Gabri! 

* ore 20.00
E dopo una sana mezz’oretta trascorsa sul pullman senza fare nulla, finalmente scendiamo e andiamo a mangiare.
Comoda, la cena in scatola. Non buona, ma comoda.
E finalmente una stanza senza topi.

7° giorno, 31 marzo 2007, ore 05.10
Sono andata a nanna ora, giusto perché la colazione è alle sette e mezza…

Comunque, fin’ora abbiamo giocato chi a poker, chi a Taboo, prima nella hall, poi nella stanza di Dona e Fili.

Quando siamo rimasti in pochi, siamo passati a Uno e poi al mimo dei titoli di canzoni e film.

Poi io sono crollata.

Tra le frasi topiche c’è la seguente. Filippo che mima qualcosa come un tizio sulla croce. E Pier: “L’ultimo rutto di Casa Savoia!”
O_O?
 
* ore 07.28

Fantastico. La sveglia alle sette non è servita a molto, ma alle sette e trentacinque ce l’abbiamo fatta ad uscire anche io e Silvia!
 
* poco dopo

Reims et sa cathedral.

Bella. Mi ha fatto piacere vederla, considerato che non l’avevo vista, all’epoca…

Comunque, un giro breve e poi in viaggio verso casa.
 
* ore 11.45

Sosta idrica e cibica dalle parti di Dijon.
 
* ore 18.52

Courmayeur, il secondo caffè decente da una settimana a questa parte.

Mi sono mancate, le montagne…
 
* ore 20.00
È finita.
Non può sul serio essere già finita una settimana.

Come si fa, ora?

“Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro?”.

Le maree di minchiate sparate, la stretta amicizia con persone che nemmeno pensavi, il posto -così incredibilmente bello-, le rime freestyle in riva al Thames sulla musica di “Geordie”, io che mi dimentico di spedire le cartoline e declamo le bellezze di Londra comparando il Tamigi alla Dora, noi tutti che inveiamo contro gli orari di chiusura dei negozi di Oxford, le grandi idee della Sorci (Francesca: “Non parliamo di
SORCI, per favore!”)…
Giusto ieri dicevo con Silvia che non so dire se mi sia piaciuta di più la gita di quest’anno o quella dell’anno scorso, perché dipende da troppi fattori… Divertite da pazze in entrambe, fatte il mazzo in entrambe, passato ore sul pullman in entrambe, posto splendido in entrambe…

In entrambe non abbiamo visto tutto, e, più che “gite”, vanno chiamate “trailer”…

Ma, in linea di massima, direi che questa è stata la più bella.
Sì, direi di si.
Ripeto ancora: amo Londra.
E basta.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 04 marzo 2007, ore 14:34

riassunto di sabato 3 marzo (molto riassunto, in realtà, perchè cho da sapere a memoria mezza Eneide per domani e per ora ne so tre versi) attraverso ciò che ho dato come spiegazione a Pina per le mie occhiaie:

"se sono stanca? mi stai chiedendo se ho le occhiaie perchè sono stanca?
te lo spiego, perchè ho le occhiaie.
stamattina mi sono alzata alle sette meno venti e sono andata a scuola; sono tornata a casa a mezzogiorno e alle due e mezza ero in stazione; ho girato mezza Torino per trovare un cappero di regalo che mi soddisfacesse per Luta; ho distrutto moralmente la popolazione maschile torinese nella sua quasi interezza, per via del pessimo gusto che ha nel vestire; sono tornata a casa alle sei e venti; ho fatto un doccia-lampo, perchè alle sette e un quarto sono uscita di casa; mia madre mi ha portata a Chivasso per la festa di Twinky; ho, insieme alle mie compagne, aspettato per mezz'ora in piedi -e vorrei far notare che ho i tacchi- che tutti gli amici tamarri della festeggiata arrivassero; mi sono strozzata con un gamberetto bollente; ho subìto, a parere di Kiki, un tentativo di seduzione basato su una discussione riguardo il gamberetto medesimo; alle nove e mezza sono salita su un'auto di cui non si distingue più non solo il colore, ma nemmeno il numero di targa; ho dovuto fare da navigatore satellitare per trovare Ciriè; ho assistito ad un lepricidio ad opera di un uomo che "tiene i capelli molto corti"; mi sono sentita rivolgere una frase che suonava come "se vuoi, puoi sempre travestirti da coniglietta e io ti metto sotto" -e dimmi se sono io, o se la cosa è tremendamente equivoca-; e ora sono seduta ad un tavolo di una sala da tè, dopo aver avuto praticamente un infarto alla vista di Elino, che era un secolo e tre quarti che non vedevo più."

si dovrà a tutto questo aggiungere il finale di serata, che ha visto un'attesa di quaranta minuti per un tè (evidentemente in quel locale la temperaturadi ebollizione dell'acqua si aggira intorno ai 280 gradi); il trauma della cugina di Luta alla notizia che una lepre si è trovata sotto le ruote della macchina del Gufo e l'inquietante viaggio di ritorno (ma mai allucinante quanto l'andata), che mi ha visto divertirmi un sacco con l'i-pod di Gufo, all'impervia ricerca di qualcosa di ascoltabile.
il tutto condito da un'eclissi di luna splendida.
...
...
vado: Virgilio mi attende impaziente.
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 20 gennaio 2007, ore 16:51

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milàn
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc "lontan de Napoli se moeur"
ma po' i vegnen chi a Milàn...

[O mia bella Madonnina che brili da lontano
tutta d'oro e piccolina, tu che domini Milano
sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano
cantano tutti "lontano da Napoli si muore"
ma poi vengono qui a Milano...]

Milano è sempre Milano.
adoro questa città (non quanto adoro Torino, beninteso...).
comunque..
la gita è stata molto bella e molto devastante.
abbiamo cominciato a camminare alle dieci e ci siamo fermati all'una e mezza, per poi riprendere a camminare alle due e un quarto fino alle sei e venti.
siamo arrivati a casa un po' stanchini.
bella, bella, bella.
interi minuti di adorazione guardando il Cenacolo, un orgasmo Vinciano e un quasi svenimento, ovviamente.
le foto "rubate" alla Pietà Rondanini, anche se in teoria non si potrebbero fare..
un'interminabile camminata per tutte le sale della Pinacoteca di Brera, una delusione folle perchè il Cristo Morto del Mantegna è in prestito a Mantova e un'altra delusione a vedere la Pala dell'uovo di Piero della Francesca: piccola, scura, una delusione.
però anche un rintronamento davanti al Bacio di Hayez e un'ode personale per Gli Arcangeli Cacciano Lucifero, per il Cristo Deriso e per il Ritrovamento Del Corpo Di San Marco.
la deprimente visione del vicepreside addormentato sulle sedie della Pinacoteca.
la altresì deprimente dicussione per rimanere un'oretta in più.
la conseguente decisione di rimanere con la Fresta, mentre gli altri due tristi individui se ne tornano a casa.
l'urlo mentale lanciato quando da Ricordi mi sento dire che i biglietti per il concerto non ci sono ancora.
il Duomo da fuori, da dentro, da sotto... ci è mancato solo da sopra: sarà per la prossima volta.
il viaggio allucinante in metro strapiena.
bella, bella, bella.
Milano.
già.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 03 dicembre 2006, ore 21:54

reduce da un uicchénd straordinario, cerco di mettere insieme due parole che ne possano descrivere anche solo un terzo...

ok, ieri mattina, causa tre e mezzo di greco, non è stato così fantastico, ma c'è da dire che si ripreso alla grande...

dunque, il mio fantastico uicchénd inizia ben prima delle nove, ora in cui avremmo dovuto trovarci davanti al messicano di Caserma, per essere precisi inizia alle cinque, ora in cui sono tornata a casa col mio paio di pantaloni nuovi.
bene, io ormai ho l'abitudine di comprare dei pantaloni e con l'orlo che ci avanza farmi delle minigonne, ma, considerato che volevo metterli di lì a quattro ore, mi son dovuta arrangiare.
mi sono quindi cimentata in una prova di sartoria, peraltro riuscita benissimo: i punti hanno tenuto tutta la sera e l'orlo non è crollato.
dunque, otto e venti la Luta mi citofona. esco e passiamo a prendere Pier.
noi, alle nove meno un quarto/nove meno dieci siamo davanti al ristorante.
alle nove e cinque, colpita da dubbio amletico, chiamo Momi, perchè penso "magari sono arrivati prima e sono già dentro..."
"pronto?"
"Simo, dove..?"
"ah, noi siamo ancora a casa mia... uhm... un quarto d'ora e arriviamo"
..la solita.. ^^
comunque, alla fine arrivano tutti, entriamo e, dopo una deliziosa performance dei due chitarristi dal vivo, Simo apre i regali.
un megabagnoschiuma, un ombrello, dei trucchi, un fiore di peluche e poi... poi il pezzo forte, modestamente, il nostro (mio, di Kiki e Pier) regalo: il box di dvd di Ligabue.
poi le solite scene: ordiniamo da mangiare, ci portando da bere, Momi piange e sembra sempre di più un panda..cose già viste.
boh, devo dire che la mia Quesadilla De Verdura era decisamente buona, e anche quel coso che mi han fatto prendere da bere, il Desperado, mi è piaciuto (mi sembra d'aver capito che sia birra e Tequila.. buono, comunque).
poi iniziamo con i giri di Tequila, servita come si deve, cioè con la cameriera che te la sbatte sul tavolo e tu che la bevi alla goccia.
bene, allora primo giro?
certo!
ok.
poi, dopo un po': secondo giro?
e facciamo il secondo giro...

ok.
e subito dopo: ci state per il terzo?
e famoce pure er terzo!

il quarto lo diserto, perchè comincio ad avere un  equilibrio instabile, e non solo a causa dei tacchi.
intanto si fa mezzanotte e un quarto, si paga, si esce, ci si saluta, si sorregge Simo che sta decisamente sbarellando, si monta in macchina.
quando si arriva a casa, si crolla sul letto: è l'una, e all'una e tre minuti si sarà già addormentati da almeno un minuto.


il magggico uicchénd prosegue.
la sveglia suona alle otto e venti, e, tra una cosa e l'altra, alle dieci e un quarto siamo a San Marzano.

ora, urge un intermezzo.
abbbiamo degli amici in collina, appunto a San Marzano, che hanno una vigna abbastanza importante. in genere si va ad aiutarli almeno una domenica, durante la vandemmia, e si compra da loro il vino.
una o due volte l'anno, poi, organizzano qualcosa.
questo "qualcosa" può essere una mega grigliata a inizio settembre o una mega bagna cauda a dicembre.
l'anno scorso li han fatte tutte e due, quest'anno si sono limitati alla bagna cauda.
i due personaggi notevoli di questi eventi, sono Filiberto e Sergio (rigorosamente in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno).
Filiberto ("Fili") è un grande. ha un ristorante a Torino, tifa Toro ed è completamente fuori di testa. sua moglie la chiamano "Santa" non per nulla. è simpatico da morire, sul serio.
Sergio ("Radio Niclin" fino ad agosto, ora che si è trasferito "Radio Muncalé") è uno degli uomini della mia vita. è terribilmente affascinante. purtroppo ha anche cinquant'anni, una moglie e una figlia che ha un anno in meno di me. e vabè.
il mio rapporto con Sergio è una cosa complessa. la prima volta che ci siamo visti, quindi il 5 di settembre dell'anno scorso, dieci minuti dopo esserci presentati stavamo già litigando. il 20 novembre (sempre dell'anno scorso), al ritorno dalla bagna cauda, scrivevo ciò:
<<Oggi siamo andati dai Mondo per una bagna cauda.
A parte il fatto che ho mangiato come un bue e puzzerò d'aglio per i prossimi sette mesi, l'evento più significativo è stato il grande ritorno di Sergio.
Ci siamo lasciati il 5 di settembre mordendoci e oggi non abbiamo avuto il tempo di salutarci che già ci stavamo insultando.
Adoro quell'uomo, non posso farci niente.
Mi ha detto una cosa, che a me è parso un complimento, poi la cosa va a discrezione di ognuno... mi fa: "Con gli occhi che hai dovresti andare in giro col porto d'armi!".
Originale, se vuoi, ma mi è piaciuto...
Vabè, sarò io quella strana...
Ha cambiato sigari. Sempre "Toscanelli", ma quelli che fuma adesso hanno la scatola marrone...
Mi ha anche definito un "genio incompreso". E' stato gentile da parte sua.
"5 a 0, palla al centro".
Ok, basta.
E gande Fili!!  ^^ ! >>

quindi si può facilmente capire...
in ogni caso... torniamo a noi.
arriviamo, quindi. salutiamo Franco, Valerio, Luciana e Anna, e Valerio mi fa: "tra un po' dovrebbe arrivare anche il tuo amico, eh!"
"quale dei due?"
"Sergio! chi è l'altro?"
"come chi è?! Fili!"
"ah, certo! beh, è ovvio che viene anche lui!"

bene!!
Sandra ci mette a pulire cardi, finocchi e insalata, e, mezz'ora dopo, arriva il "mio amico".
"ciao, bimba bella!"
"Sergio.. sai che ti vedo meno.. teso?"
, replico, indicando la pancia, nettamente prominente l'anno scorso, ora invece è decisamente dimagrito.
"ah-ah (finta risata) sei sempre simpatica, eh?"
"per forza: conosco gente come te!"

dissolvenza...
io "Sandra, in quante parti li taglio, i finocchi?"
Sergio (con voce in falsetto): "no, ma che cattiveria! perchèèè???"
dissolvenza...
Valerio: "devo poi anche andare a recuperare le bambine da messa... da quando c'è il prete nuovo che regala il calendario dell'avvento a pezzetti, ci corrono.. prima bisognava litigare per mandarle a catechismo, e adesso..."
io (a voce media): "catechismo... bah!"
Sergio: "tu avresti bisogno di essere un po' catechizzata!"
"no, a me servirebbe un esorcista, dopo aver parlato con te!"

dissolvenza...
all'una, più o meno, cominciamo a mangiare.
e passa il pomeriggio, tra un bicchiere di Barbera e un uovo di quaglia nella bagna cauda, tra un cioccolatino e un pezzo di torta di mele, tra un caffè e una barzelletta stupida...
Fili che balla come un indemoniato con sua moglie; io e Sergio che, firmato un trattato di non-belligeranza, commentiamo acidamente la poverina che si cimenta nel karaoke, costringendo il tipo che suona a seguire il suo personalissimo tempo...
alla fine, saluti e baci.
ci rivediamo l'anno prossimo, no?
certo che ci rivediamo l'anno prossimo!
e passa a trovarmi al ristorante!
eh, lo so.. dai, una volta vengo!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!


quindi, riassumendo molto rapidamente, sabato ho riso, bevuto, fumato e baciato; oggi ho riso,bevuto, fumato e civettato, oltre ad aver ballato.

eccolo qui, il mio uicchénd.
ce ne fossero, di uicchénd così!!


io con i miei due uomini
(la qualità è un po' scarsa.. fatevela bastare. da sinistra: Filiberto, io, Sergio)
oOLaFataVerdeOo
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