[Premessa, giusto perchè la gente, o almeno quella parte che sarà così dannatamente sfigata da capitare qui e leggere le seguenti stronzate, non pensi che io sia una persona presuntuosa o roba simile (cosa che, fra l'altro, non è del tutto falsa).
Allora, siccome non avevo niente da fare, o meglio, avrei avuto qualcosa da fare (greco) ma me ne mancava la voglia, ho spulciato diversi blog per vedere di trovare un test che non avessi ancora fatto. L'ho trovato, l'ho iniziato, e quando sono arrivata alla domanda "ti ritieni una persona matura, per la tua età?", mi sono fermata, ho ho chiuso la pagina e ho cominciato a scrivere qui.]
Si, io mi sento una persona matura per la mia età.
Chiariamo: o io sono molto matura, o il, diciamo, 70 per cento dei miei coetanei è molto molto molto immaturo.
Come ha correttamente commentato oggi Simo, abbiamo diciotto anni e ci comportiamo come i ragazzini di dodici.
Giusto.
Concordo in pieno.
A me, per esempio, pare eccessivo (se non estremamente stupido) mettersi a litigare per una verifica spostata. Spostata dopo, ci terrei a sottolineare.
No, così non si capisce niente. Rifacciamo.
La scena: classe, tra la seconda e la terza ora, Narratrice Esterna.
Una professoressa X pone ai suoi alunni una domanda che suona come ma martedì non abbiamo matematica? e si sente rispondere dovremmo, ma ha messo la verifica di fisica. Un simpaticone Y (o, più che altro, uno che sostiene il motto "tentar non nuoce"), butta lì un ma se vuole la possiamo fare mercoledì!, senza per altro ricevere risposta dalla professoressa in questione.
Di contro, salta su una ragazza K che sbotta: e no, eh! mercoledì no! io giovedì devo passare di greco! già avete fatto spostare latino lunedì che è scomodo!
Una ragazza J, a questo, ribatte: si, ma è una decisione che ha preso la classe, quella. Non è che possiamo stare a vedere cosa è comodo a te. Si decide insieme.
Non scassare la minchia!, è la poco educata risposta della prima.
Dissolvenza, e solo perchè la Narratrice Esterna si è categoricamente rifiutata di stare ad ascoltare ed è andata in bagno.
Poco dopo, chiede spiegazioni ad una ragazza W, che riassume in tal modo: eh, S***** ha detto a G**** di "non rompere la minchia" e S*****, vicino a me, fa "eh, ma dai, non usare ste parole" e io ho cercato di sdrammatizzare e le ho detto "dai, S*****, c'è gente che si scandalizza". Lei mi guarda e fa "A***, piantala di fare la stupida". E io lì mi sono incazzata, perchè non mi vieni a dare della stupida così. Allora le ho detto "guarda, se vuoi litigare, hai proprio preso il giorno giusto". Poi sono uscita, perchè volevo evitare.
Dissolvenza.
Intervallo. La Narratrice Esterna agguanta la ragazza J di prima, quella che si è sentita dire di "non scassare la minchia", ed entrambe escono in cortile per la sigaretta di pausa.
La ragazza J, sapendo la Narratrice Esterna molto amica della ragazza K che l'ha insultata, le dice, scherzando: non sei incazzata con me, che ho litigato con S*****?
Risposta della Narratrice Esterna: io? E che me ne frega? Non mi interessa più quando litigo io, figuriamoci quando litigano gli altri!
Dissolvenza.
Il delizioso spettacolo offertovi dal Teatrino Delle Masche potrebbe terminare qui, ma purtroppo c'è un'aggiunta, cioè...
Luogo e tempo: stazione, dopo scuola.
Personaggi: Narratrice Che Era Esterna, ragazza K di cui sopra.
Discorsi inutili e cazzoni per un po', poi: ma l'hai sentita oggi G****? voleva pure aver ragione!, esordisce dolorosamente la ragazza K.
Narratrice Non Più Esterna (mormorando): ma infatti aveva ragione...
Attenzione, mossa sbagliata.
Ora parte per la tangente...
non aveva ragione! Io non c'ero, quando avete fatto le programmate di greco, non potevo farmi spostare e...
La Narratrice Non Più Esterna evita cortesemente di far notare a quella Gigantesca Cazzona che il giorno in cui hanno fatto le programmate, lei (Narratrice) le ha mandato un messaggio cinque minuti dopo, chiedendole espressamente se le andava bene o preferiva spostarsi.
...e poi non sono io che ha voluto spostare il compito di latino, e mi è scomodo, perchè lunedì c'è quello e giovedì devo passare di greco, e...
Anche qui la Molto Ex Esterna Narratrice evita cortesemente di far notare a quell'Idiota Megagalattica che anche lei passa giovedì di greco, e se lei (ragazza K), la cui media veleggia sul nove, non riesce a prepararsi, lei (Narratrice) può anche fare a meno di presentarsi all'interrogazione.
...e se adesso vuole anche spostare fisica, beh permet...
E ancora una volta la Più Per Nulla Esterna Narratrice si morde la lingua, evitando questa volta di urlare in faccia a quella Gallina Urlante che, cazzo, la gente scherza, ogni tanto, e il fatto che lei non lo capisca, non implica che debba scassare le palle all'umanità intera.
Tace questo, l'Ormai Molto Interna Narratrice, ma interrompe comunque la disgressione della Starnazzate Oca (che, i più credono volesse terminare la frase con una sorta di ...terai che mi incazzi!), per dirle, copiando, se non parola per parola, per lo meno il concetto di fondo, il monologo del Dottor Cox a Elliott nel [non ricordo più che numero] episodio della prima serie di Scrubs: ascoltami, Shirley, tu hai un grosso problema: hai un'incontinenza verbale incipiente. Quindi vedi di portare i tuoi BLA-BLA da un BLA-BLAologo e di non rompere a me!
Dissolvenza.
Quindi, per i pochi eletti e/o masochisti che si sono spinti fino a qui senza impazzire, questo è il concetto finale: mi sta bene, benissimo essere un po' immaturi, anche a diciotto anni.
Come quando si è in cinque su una Panda e il sesto è aggrappato al tettuccio dell'auto (non all'interno, ma all'esterno).
O come quando si fa una battuta squallida davanti alla professoressa di ginnastica (una cosa che suona come: "dai, ragazze, dovete allargare di più le gambe!" "eh, ma professoressa... non è giusto però: c'è gente che è più allenata!").
Così mi sta bene.
Non mi sta più bene quando l'essere immaturi sfocia nell'ascoltare una tristissima litigata in classe tra persone che credevi di conoscere e in una tristissima discussione alla stazione con una persona che ritenevi un po' più in alto di certe cose.
Questo è davvero triste, secondo me.