giovedì, 22 marzo 2007, ore 18:42

C'è un silenzio quaggiù
che mi riposa

se il mio cuore non sa
che giorno è...
Quanti anni ho, mio cielo?
Sai che non lo so com’è...
Ma ho bisogno di te,
di svegliarmi nel sole,
da quanto tempo hai il mio cuore?
Che non so
quanti anni ho...


C'è una pace lassù,
oltre le stelle,
e una luce che sa
di eternità...

Quanti anni ho, davvero?
Ho bisogno di te,
di svegliarmi nel sole,
da quanto tempo hai il mio cuore?

Non lo so...
Ma ho bisogno di te,
cieli immensi
e colline,
giugni azzurri nel cuore,
che non so
quanti anni ho...


Sarà pioggia che piove e che va...
Sarò pioggia e tu pioggia che va...

(Zucchero)


ho bisogno di te...

oOLaFataVerdeOo
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sabato, 24 febbraio 2007, ore 15:16

ennò, eh!
adesso però basta!
cos'è successo?
HANNO TRUCCATO LE ELEZIONI DI MISTER LICEO!
ennò!
ma sapete chi ha vinto?
ROBOPAP!
vi giuro! quel tipo è uguale a Robopap!
santo dio, che ingiustizia...
E IL NOSTRO POVERO CUSSIOLOTTO CHE HA PERSO??
EH??

adesso come facciamo?
ci toccherà andarlo a consolare, e alla fine sono sempre i contribuenti a dover pagare.
RIVOGLIAMO IL CONTEGGIO DELLE SCHEDE!
RIVOGLIAMO LO SPOGLIO DEI VOTI!

oppure lo spogliarello dei partecipanti, che andrebbe anche meglio.
ma comunque.
no, molto bella.
una festina carina, senza pretese, con una miriade di travestimenti allucinanti.
ad esempio: uno vestito da Newton, uno in bermuda e infradito nel bel mezzo del cortile, qualcuno che si è vestito da custode della scuola, diversi clown, un medico, due draghesse rosa, un prete, una suora, una principessa con principe ranocchio al seguito, una mascherina veneziana, una leoparda, un mozzo ubriaco, un principe azzurro, un pistolero, qualche uomo vestito da donna (con risultati più o meno apprezzabili), io col cappello di Simo, eccetera eccetera.
bellina, sì.
ho riso tanto.
e ho un palloncino a forma di fiore in camera, adesso.
evviva!



ah, ho anche (finalmente) premiato il vincitore del concorso della letterina più bella! yeee!
era quello vestito da Newton, tra l'altro.
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 10 febbraio 2007, ore 19:29

Hannibal.
oddio.
desidero quell'uomo.
punto.
lo amo.
lo amo, lo amo e lo amo.
lo amo.
punto.
e basta.


"questa mattina farò colazione con lei..."

i brividi lungo la schiena, santo Dio, i brividi...

e quando ha il viso sporco di sangue e si passa la mano sulla guancia, per poi leccarsi le dita?
ahhhhhhh!!!!

oddio, pietà ,ti prego..

click:








andate a vederlo.
o quantomeno, leggete il libro.
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 09 febbraio 2007, ore 20:15

missione Fare Una Foto A RRRamon: compiuta!
(come sempre la risoluzione non è un granchè, ma il mio cellulare è un telefono, non una macchina fotografica. e io mi rifiuto categoricamente di chiedere a quel pover'uomo di potergli fare una foto. no. mi dispiace, ma non lo farò. beccatevi la foto fatta di straforo e amen.)
(e comunque, se ci cliccate sopra, si vede più grande...)





(oh, è quello dietro il bancone, eh...)
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 10 dicembre 2006, ore 11:10

cioè-- ha nevicato.
ha nevicato?
ha nevicato!!
ha nevicato!!!!
HA NEVICATOOO!!!!!

(fili del telefono e case a parte..)





(vista completa dalla mansarda)

oOLaFataVerdeOo
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domenica, 03 dicembre 2006, ore 21:54

reduce da un uicchénd straordinario, cerco di mettere insieme due parole che ne possano descrivere anche solo un terzo...

ok, ieri mattina, causa tre e mezzo di greco, non è stato così fantastico, ma c'è da dire che si ripreso alla grande...

dunque, il mio fantastico uicchénd inizia ben prima delle nove, ora in cui avremmo dovuto trovarci davanti al messicano di Caserma, per essere precisi inizia alle cinque, ora in cui sono tornata a casa col mio paio di pantaloni nuovi.
bene, io ormai ho l'abitudine di comprare dei pantaloni e con l'orlo che ci avanza farmi delle minigonne, ma, considerato che volevo metterli di lì a quattro ore, mi son dovuta arrangiare.
mi sono quindi cimentata in una prova di sartoria, peraltro riuscita benissimo: i punti hanno tenuto tutta la sera e l'orlo non è crollato.
dunque, otto e venti la Luta mi citofona. esco e passiamo a prendere Pier.
noi, alle nove meno un quarto/nove meno dieci siamo davanti al ristorante.
alle nove e cinque, colpita da dubbio amletico, chiamo Momi, perchè penso "magari sono arrivati prima e sono già dentro..."
"pronto?"
"Simo, dove..?"
"ah, noi siamo ancora a casa mia... uhm... un quarto d'ora e arriviamo"
..la solita.. ^^
comunque, alla fine arrivano tutti, entriamo e, dopo una deliziosa performance dei due chitarristi dal vivo, Simo apre i regali.
un megabagnoschiuma, un ombrello, dei trucchi, un fiore di peluche e poi... poi il pezzo forte, modestamente, il nostro (mio, di Kiki e Pier) regalo: il box di dvd di Ligabue.
poi le solite scene: ordiniamo da mangiare, ci portando da bere, Momi piange e sembra sempre di più un panda..cose già viste.
boh, devo dire che la mia Quesadilla De Verdura era decisamente buona, e anche quel coso che mi han fatto prendere da bere, il Desperado, mi è piaciuto (mi sembra d'aver capito che sia birra e Tequila.. buono, comunque).
poi iniziamo con i giri di Tequila, servita come si deve, cioè con la cameriera che te la sbatte sul tavolo e tu che la bevi alla goccia.
bene, allora primo giro?
certo!
ok.
poi, dopo un po': secondo giro?
e facciamo il secondo giro...

ok.
e subito dopo: ci state per il terzo?
e famoce pure er terzo!

il quarto lo diserto, perchè comincio ad avere un  equilibrio instabile, e non solo a causa dei tacchi.
intanto si fa mezzanotte e un quarto, si paga, si esce, ci si saluta, si sorregge Simo che sta decisamente sbarellando, si monta in macchina.
quando si arriva a casa, si crolla sul letto: è l'una, e all'una e tre minuti si sarà già addormentati da almeno un minuto.


il magggico uicchénd prosegue.
la sveglia suona alle otto e venti, e, tra una cosa e l'altra, alle dieci e un quarto siamo a San Marzano.

ora, urge un intermezzo.
abbbiamo degli amici in collina, appunto a San Marzano, che hanno una vigna abbastanza importante. in genere si va ad aiutarli almeno una domenica, durante la vandemmia, e si compra da loro il vino.
una o due volte l'anno, poi, organizzano qualcosa.
questo "qualcosa" può essere una mega grigliata a inizio settembre o una mega bagna cauda a dicembre.
l'anno scorso li han fatte tutte e due, quest'anno si sono limitati alla bagna cauda.
i due personaggi notevoli di questi eventi, sono Filiberto e Sergio (rigorosamente in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno).
Filiberto ("Fili") è un grande. ha un ristorante a Torino, tifa Toro ed è completamente fuori di testa. sua moglie la chiamano "Santa" non per nulla. è simpatico da morire, sul serio.
Sergio ("Radio Niclin" fino ad agosto, ora che si è trasferito "Radio Muncalé") è uno degli uomini della mia vita. è terribilmente affascinante. purtroppo ha anche cinquant'anni, una moglie e una figlia che ha un anno in meno di me. e vabè.
il mio rapporto con Sergio è una cosa complessa. la prima volta che ci siamo visti, quindi il 5 di settembre dell'anno scorso, dieci minuti dopo esserci presentati stavamo già litigando. il 20 novembre (sempre dell'anno scorso), al ritorno dalla bagna cauda, scrivevo ciò:
<<Oggi siamo andati dai Mondo per una bagna cauda.
A parte il fatto che ho mangiato come un bue e puzzerò d'aglio per i prossimi sette mesi, l'evento più significativo è stato il grande ritorno di Sergio.
Ci siamo lasciati il 5 di settembre mordendoci e oggi non abbiamo avuto il tempo di salutarci che già ci stavamo insultando.
Adoro quell'uomo, non posso farci niente.
Mi ha detto una cosa, che a me è parso un complimento, poi la cosa va a discrezione di ognuno... mi fa: "Con gli occhi che hai dovresti andare in giro col porto d'armi!".
Originale, se vuoi, ma mi è piaciuto...
Vabè, sarò io quella strana...
Ha cambiato sigari. Sempre "Toscanelli", ma quelli che fuma adesso hanno la scatola marrone...
Mi ha anche definito un "genio incompreso". E' stato gentile da parte sua.
"5 a 0, palla al centro".
Ok, basta.
E gande Fili!!  ^^ ! >>

quindi si può facilmente capire...
in ogni caso... torniamo a noi.
arriviamo, quindi. salutiamo Franco, Valerio, Luciana e Anna, e Valerio mi fa: "tra un po' dovrebbe arrivare anche il tuo amico, eh!"
"quale dei due?"
"Sergio! chi è l'altro?"
"come chi è?! Fili!"
"ah, certo! beh, è ovvio che viene anche lui!"

bene!!
Sandra ci mette a pulire cardi, finocchi e insalata, e, mezz'ora dopo, arriva il "mio amico".
"ciao, bimba bella!"
"Sergio.. sai che ti vedo meno.. teso?"
, replico, indicando la pancia, nettamente prominente l'anno scorso, ora invece è decisamente dimagrito.
"ah-ah (finta risata) sei sempre simpatica, eh?"
"per forza: conosco gente come te!"

dissolvenza...
io "Sandra, in quante parti li taglio, i finocchi?"
Sergio (con voce in falsetto): "no, ma che cattiveria! perchèèè???"
dissolvenza...
Valerio: "devo poi anche andare a recuperare le bambine da messa... da quando c'è il prete nuovo che regala il calendario dell'avvento a pezzetti, ci corrono.. prima bisognava litigare per mandarle a catechismo, e adesso..."
io (a voce media): "catechismo... bah!"
Sergio: "tu avresti bisogno di essere un po' catechizzata!"
"no, a me servirebbe un esorcista, dopo aver parlato con te!"

dissolvenza...
all'una, più o meno, cominciamo a mangiare.
e passa il pomeriggio, tra un bicchiere di Barbera e un uovo di quaglia nella bagna cauda, tra un cioccolatino e un pezzo di torta di mele, tra un caffè e una barzelletta stupida...
Fili che balla come un indemoniato con sua moglie; io e Sergio che, firmato un trattato di non-belligeranza, commentiamo acidamente la poverina che si cimenta nel karaoke, costringendo il tipo che suona a seguire il suo personalissimo tempo...
alla fine, saluti e baci.
ci rivediamo l'anno prossimo, no?
certo che ci rivediamo l'anno prossimo!
e passa a trovarmi al ristorante!
eh, lo so.. dai, una volta vengo!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!
ciao!


quindi, riassumendo molto rapidamente, sabato ho riso, bevuto, fumato e baciato; oggi ho riso,bevuto, fumato e civettato, oltre ad aver ballato.

eccolo qui, il mio uicchénd.
ce ne fossero, di uicchénd così!!


io con i miei due uomini
(la qualità è un po' scarsa.. fatevela bastare. da sinistra: Filiberto, io, Sergio)
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 22 settembre 2006, ore 19:01

E' MIO!!
11 meravigliosi inediti! undici!!
la migliore, al primo ascolto, è "un kilo", seguita da "l'amore è nell'aria"... ma anche tutte le altre sono meravigliose!!
io AMO QUEST'UOMO!
GRANDE ADELMO!!

oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 04 settembre 2006, ore 23:53

Glò, ti propongo uno scambio interculturale.
Tu mi mandi i due che ti ho detto e io in cambio ti spedisco qualcuno dei miei. Diciamo che ti posso mandare Ermes, Gabriele e Damiano.
Ti potrei offrire anche Pietro, ma non ho una foto dove esprima tutto sè stesso, purtroppo (o grazie a Dio?).
Se la cosa ti va bene, dimmelo.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 04 settembre 2006, ore 19:07

Come riassumere una gita di due giorni a distruggersi le gambe in Francia in compagnia delle mie Giuliette?
Oh, fantastico!
Con ordine, vediamo un po’…

SABATO 2 SETTEMBRE.
Dopo brevi convenevoli e la realizzazione che, come sempre, ci saremo solo noi tre come under 21, se non si vuole contare una bambina di anni sette, si salutano le rispettive genitrici e si monta in macchina con due povere creature che ci dovranno sopportare fino in Francia. Il divertimento comincia praticamente subito, e vede soprattutto me e Greppina prendere in giro Ciuffi causa racconti delle sue foto fatte in Irlanda. A quanto pare la cara ragazza ha fotografato ogni essere vivente da lei incontrato con le seguenti motivazioni: “Quel toro era ricciolino!”, “Quello era il toro solitario!”, “Quella era una famiglia di asinelli!”.
Quando scendiamo dalla macchina per una breve sosta, la sottoscritta ha l’incauta idea di dire: “Oh, guarda: un cavallino!”.
Promemoria per me: MAI dire in presenza di Ciuffi la parola “cavallino”.
Riusciamo a trattenerla dall’andare a “fare amicizia col cavallino biondo” solo perché dobbiamo ripartire.
Passata la dogana e fermatici per una sosta idrica (“Se non trovo subito un posto dove incipriarmi il naso, me la faccio addosso!” -Nan-), notiamo sconvolte una larga chiazza di neve, e realizziamo perché sentiamo tanto freddo: ci saranno sì e no dieci gradi e noi siamo in canottiera e pantaloncini. Dopo la strillo disperato di Ciuffi, “C’è del GHIACCIO! Chiediti PERCHÈ c’è del GHIACCIO!”, decidiamo saggiamente di risalire in macchina, evitando il congelamento.
Arriviamo tra le nostre grasse risate al sentiero, scendiamo, ci carichiamo 72 litri di zaino sul groppone e cominciamo a salire.
Durante la deliziosa scarpinata volano poche parole, probabilmente perché quella cosa rossa che ci finisce sempre davanti ai piedi è la nostra lingua.
In ogni caso, dopo un paio d’ore arriviamo al rifugio Fond-des-Four.
Perdendoci in chiacchiere oltre la porta del bagno, ovviamente arriviamo in camerata a posti già assegnati, così da poter discutere con Guido del perché gli uomini si siano piazzati nei letti di sopra, lasciando noi donnine in preda ad attacchi di claustrofobia nei letti di sotto. Dopo un’insoddisfacente risposta (“L’abbiamo fatto per cavalleria inversa”), inganniamo il tempo occhieggiando alcuni marmottoni obesi, e andiamo a cenare.
La cena si compone di:
  • minestra di verdura con la cotica (la sottoscritta, odiando il sapore della cotica, si ritroverà a tagliarla a pezzetti per inghiottirla intiera, inondando maldestramente di minestra la manica della sua camicia e la manica del pile di Greppina, incautamente appoggiati lì vicino). Cosa strana: presenza inquietante di alcuni pezzi di carota. Carlotta, la piccola del gruppo, domanda (la voce dell’innocenza!): “Ma le carote si mangiano?”, scatenando la risposta di Alfredo: “No, sono finte. Stanno lì solo per bellezza”. E Ciuffi, argutamente: “Ah, quindi io, che ne ho mangiata una, la devo pagare a parte?”.
  • spezzatino con carote e contorno di riso bollito con l’uvetta passa. Mentre tutta la tavolata scarta oculatamente l’uvetta per depositarla nel piatto della sottoscritta (che, tanto per sottolineare, non si fa problemi di cibo e sgranocchierebbe anche i semafori, se mai fosse necessario), la sottoscritta medesima dà l’ennesima prova della sua goffaggine, riuscendo a sparpagliare riso su tutto il tavolo. La carne le verrà messa nel piatto da Greppina, che vuole evitare che grumosi pezzi di spezzatino vadano a fare compagnia alla minestra sulla sua maglia. Saggia mossa.
  • pere con colata di cioccolata e panna, probabilmente l’unico piatto ingurgitato in religioso silenzio e senza dispersioni del medesimo sul tavolo.
Finita la cena, annaffiata abbondantemente da vino rosso, i gestori ci cacciano fuori per poter ripulire i disastri, così ci ritroviamo col naso per aria ad occhieggiare le stelle, individuando, oltre alle costellazioni che si vedono anche dal balcone di casa propria, il Drago, il Cigno e poco altro.
Dopo qualche minuto, rientriamo a tavoli puliti, per ingaggiare meravigliose partite di carte.
Due giri di Rubamazzo, uno di Macchiavelli ed uno, per mia immensa gioia, di Pinacola, fino a che, alle dieci, viene lanciato un “buonanotte” generale e si viene spediti a letto con la frase inquietante: “domani mattina, colazione alle sette!”.
Sono quindi le dieci e mezza quando tutta la camerata è a letto.
Intorno alle undici, Ciuffi, sdraiata tra me e Greppina, mi bisbiglia di prestarle la torcia per poter recuperare i tappi per le orecchie, con la lapidaria frase: “Qui sembra una segheria. La prossima volta vado a dormire da un falegname!”.
A mezzanotte e mezza, dopo due ore passate a rivoltarsi nel letto, dopo aver tentato di coprirsi e orecchie con qualunque cosa disponibile (berretto, due giri di sciarpa e cuscino da parte di Greppina; cuffie dell’mp3 con volume decisamente alto e fascia da parte della sottoscritta) Greppina ed io prendiamo la saggia decisione di uscire.
Ci ritroviamo così sedute al tavolo fuori del rifugio a lanciarci in risate isteriche e frasi quali “Come può un essere umano emettere dei suoni del genere?” (Greppina) e “Credo che, se russassi così, mi sveglierei da sola!” (Nan).
In qualche strano modo, ci ritroviamo a parlare di libri e letteratura, nominando praticamente tutto ciò che abbiamo mai letto, dalla più tenera infanzia ad oggi, scoprendo con gioia di aver letto “Il profumo” entrambe quest’estate e di esserne entrambe entusiaste. Elogiamo Baricco e “Oceano mare”; Greppina mi elogia Kahlil Gibran, io le elogio Philippe Delerm; elogiamo Edgar Lee Masters; lei mi elogia Ken Follet, io le elogio Benni e così passiamo il tempo fino a che le nostre dita dei piedi non ci convincono a rientrare, minacciando pericolosamente di staccarsi dal resto del piede; ormai sono le due e quaranta e noi dormiamo quattro ore, prima di essere svegliate per la colazione.

DOMENICA 3 SETTEMBRE.
Alle sette, appunto, veniamo svegliate.
Mentre colazioniamo (termine coniato dalla sottoscritta per l’occasione), raccontiamo a Ciuffi le nostre peregrinazioni notturne, corredandole di aneddoti carini, quali le confessioni di Greppina: “Prima di uscire, dalla disperazione, avrò ingurgitato almeno sette caramelle al limone… Era NEL MIO ORECCHIO! Mi stava alitando e russando NELL’ORECCHIO!”.
Dopo rapida visita al bagno e dopo rapido rassettamento della camerata, alle otto meno un quarto partiamo alla volta della punta di cui ora, naturalmente, mi sfugge il nome.
Sulla strada intavoliamo questo divertente dialogo:
Ciuffi: “Non so se avete notato la mia maglia…”
Greppina: “Ma c’è scritto ‘REAL MEN’!”
Ciuffi, con vanto: “Sì, è di mio padre! Fa coppia con il pile da uomo di Nan!”
Sguardo truce da parte della sottoscritta: “Che cos’hai contro il mio pile?”
Ciuffi: “Niente, solo che è da uomo!”
Nan: “Io avrei un pile da uomo?!”
“Certo!”
“Stai zitta”.
Ciuffi, con aria fintamente ingenua: “E perché?”
“Con quei capelli non hai diritto di parlare!”
“Ma ho una maglia maschilista!”
Grazie al cielo, per la salvezza dei nostri rimanenti neuroni e di quelli degli altri, la strada si fa più ripida, impedendoci di proseguire le nostre digressioni.
Giungiamo, tutt’altro che riposate, ai piedi della nostra meta.
Abbandonati gli zaini, proseguiamo verso la punta.
Arrivata, la sottoscritta si immerge in dieci minuti buoni di pura contemplazione, fiera di sé stessa per il suo primo 3000.
Ridiscesi tutti quanti, ci avviamo verso un luogo consono per consumare il pranzo.
Ci attardiamo quindi sulla riva di un laghetto che si trova poco più in basso della punta, che si vede teatro di questo:
Nan: (sospira) “Trovatemi un uomo che incarni l’essenza vitale delle Alpi e me lo sposo!”
Greppina: “Trovatemi un uomo i cui piedi non mi diano fastidio, e che non russi, e me lo sposo!”
Ciuffi: “Ma vai a cercarti un marito nel reparto amputati del Regina Margherita!”
No comment.
Riprendiamo la discesa.
Il difetto delle discese e che non sono abbastanza faticose da impedirci di sparare idiozie gratuitamente.
Così spunta fuori il racconto di una partita a “Merda” tra Ciuffi, Greppina e l’Austriaco (amico, nonché ex compagno di classe, del fratello di Greppina), che vede come risultato finale uno sfregio sulla mano di Ciuffi, causato dall’Austriaco stesso, in un momento di foga eccessiva. “Non andrò mai in Austria perché gli austriaci mordono e graffiano!”, è il commento nervoso di Ciuffi. “Solo se li provochi”, la riprende dolcemente Greppina.
Sempre causa discesa, rispunta fuori, dopo mesi di latitanza, il delicato racconto soprannominato “le avventurose vicende del blog di Nan”. “Comunque per un certo tempo sei stata il personaggio della Quinta Effe, solo che poi non ti sei saputa rinnovare e sei un po’ caduta in ascolti”, mi spiega Greppina, che ha preso a parlare della vita come se si trattasse del Grande Fratello, contagiata ormai irrimediabilmente dall’assurda mania di suo fratello, il quale, con il sostegno dei suoi ex compagni, aveva dato inizio a “gli amici di Rossana Delmastro”, loro professoressa di filosofia, anche a causa delle megafeste organizzate dalla stessa; “…sei un po’ caduta in ascolti”, si diceva.
“E vabè, non è che potevo continuare così per sempre, ad appostarmi dietro gli angoli dei corridoi per tendere agguati a quel pover’uomo”, ribatto, leggermente piccata.
“Ma vuoi il numero?”.
Silenzio, per un lungo momento.
“Ma non avevi detto che tuo fratello è restìo a dare i numeri dei suoi compagni di classe?”
“Sì, ma ora non è più un suo compagno di classe… E poi, se non me lo dà lui, lo chiedo all’Austriaco: lui si diverte, te lo darebbe volentieri, in cambio di aggiornamenti continui”.
Inutile dire che la sottoscritta ha passato tutto il rimanente tempo a ripetere a Greppina quanto sia una brava persona, gentile, cortese, bellissima, Dittatrice Suprema e eccetera eccetera.
Come si riduce la propria dignità, in cambio di un numero di telefono.
In ogni caso.
La discesa giunge alla fine, contornata ancora da un delizioso “Nan scende come una capra!” made in Greppina, e arriviamo alle macchine.
Durante il viaggio di ritorno, la povera sottoscritta pone una domanda esistenziale, quale: “Ma il tucano balla il Tuca-tuca?”, sentendosi dare in risposta, da una stanca Ciuffi, un poco gentile: “Questa sarebbe una battuta a livello scadente per un bambino autistico!”.
Quando poi la povera, bistrattata sottoscritta fa notare una cosa di una certa importanza a livello nazionale, quale: “Ehi, se cambi l’accento a ‘giurìa’, viene ‘giùria’! Giurìa-Giùria-Giùlia!”, la stanca e crudele Ciuffi (d’ora in poi chiamata “distruttrice d’inventiva verbale”, a coppia con Greppina, che invece è stata la "castratrice di creatività", mentre io e Ciuffi copiavamo malissimo il balletto di "Hung up"), la fulmina con un: “Nan, chiudere la bocca sarebbe un’esperienza extrasensoriale!”.
E ancora, quando la povera, bistrattata, maltrattata sottoscritta, lanciando una delle se maledizioni consuete contro qualcuno, usa un “Che ti caschino le palle degli occhi!” nuovo di zecca, la stanca, crudele, spietata Ciuffi replica acidamente: “Questo è un po’ diverso dai tuoi soliti insulti inguinali!”, ricevendo in risposta conferma: “Sì, infatti di solito ometto la parola ‘occhi’…”.
L’ultima chicca compare al bar.
Si prende allegramente un caffè tutti insieme prima di ripassare in Italia e dividerci, e, alla notizia: “Quel motociclista lì fuori è uno strano ibrido tra Sting e Claudio Baglioni”, l’ormai estremamente tartassata sottoscritta si sente rispondere una serie di insulti non trascrivibili e una seria minaccia: “Piantala di parlare, o niente numero!”.
In ogni caso, prendiamo a discutere della durata delle prestazioni di Sting, ed io faccio umilmente notare che, anche nel caso in cui non si trattasse di Sting e anche nel caso in cui le sette ore non fossero di fila ma diluite nell’arco mezza giornata, a me andrebbe bene lo stesso; fino alla domanda cruciale:
Greppina: “Anche l’altra volta stavamo parlando delle prestazioni di Sting, vero?”
Ciuffi: “Sì, è vero! Ma perché ne stavamo parlando, la volta scorsa?”
“Mah, dev’essere perché l’avevo visto a un programma tipo ‘The faboulous life of…’”
“Sì, certo: ‘the faboulous of la moglie di Sting’!”
Con questo, e con un commento di Ciuffi che dice che prima o poi l’Uomo Dalle Belle Gambe chiamerà Emergency per far difendere i suoi diritti come essere umano dalla mia infausta presenza, abbiamo taciuto e sonnecchiato leggermente.
Passato il Forte di Bard, ho preso a fare qualche foto stupida, tra cui una intitolata “Risata maniacale”, una “Nan pensierosa” e una “Sorriso-paresi facciale di Ciuffi”; nonché alcuni video di cui, a parere di Ciuffi, “Quentin Tarantino ne sarebbe fiero”.
Colonna sonora del week-end, certamente composta da “Hung up”, “Sorry”, “Get together” e, come ciliegina sulla torta, il fischiettìo maniacale di “Kill Bill”.

Grazie, mie Giuliette. Alla prossima.

video di fine gita
è orrendo perchè si vede solo un quarto di immagini, ma purtroppo non riesco a fare di meglio... per lo meno si sente...

 

oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 30 agosto 2006, ore 19:23

perchè non posso avere
un agosto perpetuo?
oOLaFataVerdeOo
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