domenica, 11 marzo 2007, ore 00:14

tu non volevi mica.
no, davvero no.
era l'ultima cosa al mondo che avresti voluto raggiungere.
eppure...
tu lo odi.
è un odio convulso.
non puoi farci niente.
lo odi.
un altro po' e non riuscirai più nemmeno a salutarlo.
lo odi, lo odi, lo odi.
lo odi. ti viene da piangere, ma lo odi.
è terribile questo passare da uno stato d'animo all'altro: prima ogni cosa te lo fa venire in mente, come un'ossessione, e ogni volta sorridi da sola come una scema.
e dopo?
eh, dopo...
dopo tutto te lo ricorda, sì, ma tu non sorridi più.
ti dicono che l'hanno visto prendere il treno e tu rispondi "chissenefrega, che vada pure a prenderselo nel culo, il treno!", e quando senti le parole che stai dicendo, ti metti una mano sulla bocca perchè non ci credi, che le stai dicendo, e vorresti fermarle, ma non puoi, non puoi, perchè le pensi davvero.
lo odi, e ti odi, perchè non vorresti odiarlo, no. è l'ultima cosa che vorresti.
ma come si fa? come si fa a pensare di non poterlo odiare?
non è colpa tua, lo sai.
però lo odi.
ma è possibile? piangi perchè lo odi.
sembra un po' un'idiozia.
non eri tu che dicevi che non saresti mai riuscita ad odiarlo?
l'avevi detto, no?
che gran cazzata.

...
ma perchè?
eh?
perchè?
perchè non posso fare finta di niente, farmela passare, metterci una pietra sopra, fare finta di niente, fare finta di niente?
perchè non posso?
perchè non posso?
perchè devo continuare a star male? prima sto male per un motivo, poi il motivo cambia, ma io continuo a star male lo stesso.
perchè?
perchè, in ogni caso, mi ritrovo sempre a piangere?

...

(Caligola entra furtivamente [...] Va verso lo specchio e, quando si vede riflesso, si arresta con una risatina. Quindi si rivolge la parola con grazia, gentilmente)
Caligola: Mostro, Caligola. Mostro per avere troppo amato. [...]  (Con voce improvvisamente addolorata) E' ridicolo pensare che l'amore possa rispondere all'amore. La gente ci muore intorno, tutto qui. (Ansima e si comprime il petto) E quando è morta, non c'è più.

[...]

Caligola: (La voce va indebolendosi) E nonostante tutto, in certe sere come questa, davanti a questo cielo inondato dal chiarore tenue delle stelle, come resistere a tutto ciò che il mio amore ha di puro e struggente?

[...]

Caligola: Io t'amavo, Drusilla, di un amore puro - puro come le stelle pù pure. T'amavo, Drusilla, come si può amare il mare o la notte - con un impeto che aveva tutta la disperazione dei naufragi. E ogni volta che sprofondavo in questo amore, mi sottraevo ai clamori del mondo e all'infernale tormento dell'odio.

[...]

Caligola: Elicone!
Elicone: Che c'è?
Caligola: (Con voce seria e stanca) Voglio la luna.
Elicone: La luna? Per farne che?
Caligola: E' una cosa che non ho.
Elicone: Bene. cercherò di procurarmela.
Caligola: (Infantile) Come vedi, non chiedo mica l'impossibile.
Elicone: Certo, farò del mio meglio. Ma prima devo dirti qualcosa d'importante.
Caligola: (Senz'ascoltarlo) Tieni presente che l'ho già avuta.
Elicone: Chi?
Caligola: La luna.
Elicone: Sì, certo. Ma lo sai che c'è una congiura per ucciderti?
Caligola: Io l'ho avuta completamente. Soltanto due o tre volte, è vero. Ma insomma sì, l'ho avuta.
Elicone: Guarda ch'è un pezzo che sto cercando di parlarti.
Caligola: L'estate scorsa. L'avevo tanto guardata e accarezzata sulle colonne del giardino che aveva finito per capire.
Elicone: Piantiamola con questo gioco, Caligola. Se tu non vuoi ascoltarmi, è mio compito parlarti ugualmente. Tanto peggio se non starai a sentire.
Caligola: (Sempre occupato a tingersi le unghie) Questo smalto non vale niente. Ma per tornare alla luna, era una bella notte d'agosto. (Elicone si volta indispettito e tace, immobile) [...] Perciò vedi, Elicone, posso dire senza esagerazione che l'ho avuta.
Elicone: Vuoi ascoltarmi, Caligola? Vuoi sapere che rischio stai correndo?
Caligola: Io voglio soltanto la luna, Elicone. [...] E tu non farti più vedere prima di avermela procurata.
Elicone: A questo punto, non mi resta che fare il mio dovere e dirti ciò che devo dire. [...] (Si ritira)
Caligola: Dove vai, Elicone?
Elicone: (Sulla soglia) A cercarti la luna.

[...]

Caligola: (Allo specchio) Vedi, Elicone non è venuto. Non avrò la luna. [...] Tu sei imperatore, il che è molto. Ma io non sono niente, il che è poco. Niente, Caligola, niente. Sono vuoto e cavo come un tronco secco. Dicono che ho il cuore duro, anche tu lo dici. Ma non è possibile che sia duro, perchè al posto del cuore io non ho niente - e tu lo sai bene - nient'altro che un grande buco nel quale si agitano le ombre delle mie passioni.

[...]

Caligola: Sembra tutto così complicato. Eppure è così semplice. Avessi avuto la luna, o Drusilla, il mondo, la felicità, sarebbe stato diverso. Tu lo sai, Caligola, che potrei essere tenero. La tenerezza! Ma dove trovarne tanta da soddisfare la mia sete? Dove trovare un cuore profondo come un lago? (Comincia a piangere lentamente) Non c'è niente che mi vada bene, né in questo mondo né in quell'altro. Eppure sono certo, ed anche tu lo sei, che mi basterebbe l'impossibile. L'impossibile! L'ho cercato ai confini del mondo e di me stesso. Ho teso le mani. (Urlando) Tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso. Te nel chiarore splendido e dolce delle stelle - te in una sera come questa - te che odio - te che sei per me come una ferita che vorrei strapparmi di dosso con le unghie perché il sangue infetto possa sgorgare con la vita a fiumi!

("Caligola", stesura del 1941, Albert Camus)

ho teso le mani.
tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso. te nel chiarore splendido e dolce delle stelle, te in una sera come questa, te che odio, te che sei per me come una ferita che vorrei strapparmi di dosso con le unghie perchè il sangue infatto possa sgorgare con la vita a fiumi.

ho teso le mani.
tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso.

ho teso le mani.
tendo le mani e non incontro che te, sempre te.

ho teso le mani.
tendo le mani e non incontro che te.

ho teso le mani...
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domenica, 07 gennaio 2007, ore 17:36

nome:
Nebbia
Sabbia

cos'hai fatto oggi?
deprimente giro all'outlet di Vicolungo
allegro giro all'outlet di Vicolungo

perchè deprimente?/perchè allegro?
deprimente perchè non ho comprato quasi nulla e ho girato tutti i negozi senza trovare una borsa come dico io..
allegro perchè mi sono svagata e ho comprato un cappello.

la cosa più bella che farai da qui a fine mese:
credo nulla, come sempre.
difficile: sabato un giro a Torino, sabato prossimo alle Gru con Aje, il 19 in gita a Milano..non lo so!

cosa farai domani?
tornerò a scuola.
tornerò a scuola.

felice?
no. come potrei?
no. come sarebbe possibile?

non hai proprio voglia?
no.
no, assolutamente no.

qual'è la cosa che ti infastidisce di più di tornare a scuola?
i professori. tutti quanti.
i professori, i compiti in classe, i voti, le interrogazioni, la brutta gente nei corridoi, il dover trovare un modo carino per dire alla Profaccia che non ho nemmeno toccato le versioni di latino, la Profaccia stessa.

trova qualcosa di positivo nel dover tornare a scuola:

niente. assolutamente niente.
poco. alcuni compagni, e basta.

cosa farai finita l'intervista?
nell'ordine: doccia, niente, cena, nanna.
nell'ordine: doccia, qualcosa, cena, nanna,

saluta l'altra:
ciao, Sabbia.
ciao, sorellina!

fai un urlo:
aaaaaaaaaaaaargh!!!!
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!!!!!!!!!!
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 03 gennaio 2007, ore 17:28

"...e mi sei venuta in mente tu, quando arrivi con la faccia scura e dici che non bisogna fidarsi delle persone, che non serve a niente. Io invece, sempre a cercare il buono in tutti, alla fine me la sono presa nel culo. Alla fine, mi sa che l'unica che ha capito come vanno davvero le cose sei tu."

...il problema è che ogni tanto ci casco pure io, sai, Anna?



vorrei chiedere un favore a tutti: appena capita che faccio una cosa che sia non dico giusta, ma quantomeno non terribilmente sbagliata, potreste avvisarmi?
grazie.
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 04 novembre 2006, ore 22:30

ci sono giorni come questo in cui mi sento particolarmente succube alla forza di gravità.
mi viene voglia di stendermi a terra e non alzarmi più.
il corpo non mi regge, la mente non riesce a dare contro alla pressione...
meglio sdraiarsi a terra, e lasciare tutto in mano al Caso.


...sto male.
cazzo, continuo a stare male per una cretinata, e non trovo nessuno che mi riempia di schiaffi urlandomi in faccia che devo piantarla.
c'è qualcuno che si offre?
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 21 ottobre 2006, ore 15:27

Tu ami farti del male, in realtà, non è vero?
No.
Oh, sì, invece.
Perchè lo pensi?
"Perchè lo pensi"? Betsy, non prendermi in giro, per favore: sono due ore che i tuoi sono usciti e sono due ore che tu sei davanti al computer a non fare nulla se non guardare tutti gli episodi di Scubs mai trasmessi sulla faccia della terra; e, a dimostrazione di questo, io ora ti sto parlando come il Dottor Cox parlerebbe a JD. Ora, ho una domanda per te: cosa conti di fare da qui fino alle, facciamo caso, sei di pomeriggio, ora in cui i tuoi torneranno a casa, e, aggiungo, cosa conti di fare stasera, considerato il fatto che i tuoi deliziosi genitori saranno fuori a cena?
Beh, in realtà pensavo di uscire, adesso, per andare fino alla Coop a comprare qualcosa per farmi un dolce ipercalorico, ma, considerando che non saprei comunque cosa comprare perchè non ho idea di cosa cucinarmi, lo ritengo del tutto inutile. Per quanto riguarda stasera, invece... beh, il programma era mangiare dei Sofficini e collassare sul divano a guardare la tele; ma, se hai in mente qualcosa di meglio, ti prego, esponimelo, perchè sono ansiosa di sapere.
...
...
Siamo messe male, vero?
Malissimo.




"...e lo sa il cielo se farei mai qualcosa che possa giovare a me stesso!"
Dr. Cox, Scrubs.
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domenica, 15 ottobre 2006, ore 19:33

io comunque non sto bene.
perchè una persona che sta bene non ha voglia di dormire tutto il giorno, a tutte le ore.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 15 ottobre 2006, ore 16:36

una cosa che veramente non riesco a capire è il mio comportamento.

credo di essere l'unico essere umano ad odiare le domeniche, innanzitutto.
mi depimono e non capisco il perchè.
su questo punto sono molto in accordo con Giacomo "LaVitaFaSchifo" Leopardi: bello il sabato, perchè è l'attesa di qualcosa; orrenda la domenica, perchè, come il sabato è l'attesa di qualcosa, che però in questo caso, è il lunedì.

e un'altra cosa.
ieri ho avuto una giornata esaltante.
oh, sì.
pomeriggio per Torino con a fianco una persona ipocrita e egocentrica da fare schifo e serata a guardare la prima serie di Scrubs.
grandioso, eh?

che merda.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 02 ottobre 2006, ore 18:31

la presenza umana mi indispone.
più del solito, intendo.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 01 ottobre 2006, ore 22:05

sto maaale...
pesantezza di testa, nausea, mi sento la febbre, anche se non ce l'ho...
uffaaa...

e poi sono una persona ignobile, scazzata col mondo e apatica.
voglio solo dormire.
dormire e non guardare, non vedere nulla.
non posso consumare tutto in una volta il mio terzo di vita che dovrei passare dormendo?

odio le persone.
tutte, indistintamente?
non proprio tutte, non proprio indistintamente, ma odio le persone, in linea di massima.

sto maleee..
e sto scrivendo cazzate inutili una dietro l'altra.

devo smetterla di fregare le sigarette a mia madre: prima o poi finirà per accorgersene.
ma ieri non avevo voglia di uscire a comprarle.
ieri non avevo voglia di fare niente, veramente.
ma poi sono uscita lo stesso: perchè non le ho comprate?
ma che ne so.. sono a malapena riuscita a ricordarmi il biglietto per il pullman...anzi, no: sono a malapena riuscita a ricordarmi dove fosse casa mia..

dovrei smetterla, di fumare.
già, adesso che è ricominciata la scuola. buona idea.
no, in realtà dovrei veramente smettere.
tanto non ci riesco.
sì, ma provarci sarebbe già qualcosa..

ho fame.
ma ho anche la nausea.

che palle.

che palle.

che palle.

dovrei anche smettere di scrivere tante stronzate, ma in fondo mi piace. riempire l'etere di cagate gratuite.
è liberatorio, in un certo senso.

machissenefrega, in fondo.
di cosa?
non lo so.

uffa.

che palle.

basta, vado a dormire.

io sono una persona strana. non provo sensazioni normali.
no, scusa, meglio: io non provo sensazioni. punto.
io non provo niente.
per cosa?
per nulla.
io non provo niente e basta.
dovrei chiudermi in un monastero tibetano e buttare la chiave. non credo che sentirei differenze di sorta da ora.
meglio: dovrei chiudermi in una baita di alta montagna vivendo solo di formaggio e poche verdure, scendendo una volta sola alla settimana a valle per comprare del pane.
meglio ancora: dovrei chiudermi.
nel senso di RINCHIUDERMI.
rinchiudermi agli Anni Azzurri, insieme ai vecchietti. almeno avrei compagnia vitale quanto me.

mi faccio pena, alle volte.
"alle volte"?
no, sempre.
io mi faccio pena.
sono una persona triste, se non altro per il fatto che non provo le normali sensazioni che in genere accomunano tutti gli esseri umani,
sempre detto, io, di non essere normale.

voglio andare a Gressoney.

uffa.

e basta, magari, neh?
sto parlando con Te.
basta.
perchè la prossima volta mi arrabbio.
"puro spirito di sacrificio"...?
se vuoi che ti dica che lo faccio solo per quello, ok: lo faccio per "puro spirito di sacrificio".
va bene così?
contenta?
eccheccazzo.. t'ho già detto il perchè. non farmelo ripetere, ok?
basta.
perchè se no è la volta che mi arrabbio, e sai che è meglio di no.

ok, scusa, sono stata orribile.
non dovevo dire più o meno il novantasette per cento delle cose che invece ho detto.
scusami.

dovrei davvero rinuciarci.
a che?
a tutto.

basta, vado a dormire.

non fate caso a tutta questa marea di stronzate, per favore.
conoscendomi, domani tornerò a cantare "maracaibo".

sorry.

oOLaFataVerdeOo
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martedì, 19 settembre 2006, ore 17:24

Cerchiamo di “raggionare gon galma”, come direbbe il buon Camilleri.
Dunque, Greppina mi ha dato il numero dell’Uomo Dalle Belle Gambe. Ok. Grazie, Greppina.
Non credo che lo userò, in ogni caso. No
Contro ogni aspettativa, non lo userò.
Perchè?
Semplice: non voglio rovinare l’armonia coniugale tra le persone. Se è insieme ad una, non sarebbe onesto provarci.
Onesto?
Sì, onesto.
Eccola di nuovo, l’onestà.
Sono secoli che dico che sei troppo onesta, e questa ne è l’ennesima prova.
Troppo onesta, ragazza. Troppo.
Pensaci un secondo, un secondo solo: se fosse qualcun altro (chiunque altro), credi che ci penserebbe così tanto a quello che potrebbe provare lei, oppure lo farebbe e basta?
Te lo dico io: probabilmente lo farebbe e basta.
Purtroppo io non sono “qualcun altro”, però.
Così non farò un bel niente.
Lo terrò lì, guardandolo ogni tanto, sospirando, pensando a cosa sarebbe potuto accadere se...
Lo aggiungerò ai ricordi della Grecia.
Già…
Penso che farò così, in fondo.
oOLaFataVerdeOo
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